Tenerife… molto nascosta… in moto

pag13_CAM00371Per questo mese, spero mi perdonerete, metterò le ruote della mia moto fuori dalle strade asfaltate e vi parlerò di alcuni itinerari attraverso le piste forestali. Circa due anni fa avevo descritto, a carattere generale, dei percorsi e delle regole, molto rigide, per affrontare questi bellissimi e curatissimi sterrati. Questa volta entrerò nello specifico descrivendovi le mie sensazioni nel percorrere la pista del Contador e quella della Terra Roja. La prima inizia direttamente dal rifugio del Contador raggiungibile salendo per la strada asfaltata che parte da Villa di Arico. Solo per arrivarci bisogna raggiungere circa 1400mt di altezza attraversando le pinete, ma attenzione nel tenere sempre la sinistra se no si rischia di tornare indietro verso Arico. La pista è meravigliosa, larga e facilmente percorribile anche con moto da enduro pesanti e di serie, addirittura con gomme poco tassellate… quindi l’ideale, in quanto la percorrenza con gomme da off puro è vietata, a patto di richiedere un permesso speciale direttamente al Cabildo di Tenerife. Salgo attraversando spaccature, pinete e piccoli crepacci con un panorama da favola e dove pian piano la vegetazione va diradando fino ad arrivare sopra un mare di rocce. Dopo una svolta, quando la strada torna pianeggiante, appare in tutto il suo splendore il Vulcano del Teide. Il paesaggio cambia drasticamente e ai lati della pista appaiono delle barriere di legno. Qui arrivo a delle dune di lava nerissima e una tappa è d’obbligo per farsi una piccola camminata direttamente sopra la polvere di lava (vietatissimo farlo con la moto). Proseguo per gli ultimi km e la pista sbuca proprio sotto l’osservatorio del Teide a circa 2300 mt di altezza. Poco lontano vi è la partenza di un’altra bellissima pista, El Corral del Niňo, ma decido di proseguire verso La Orotava dopo aver bevuto un caffè al Portillo. Al Km 29 sulla statale TF21 vi è la deviazione per il Camping Muňoz e la strada sterrata inizia a scendere attraverso le pinete e qui inizia l’avventura!!! Passato il bivio per il camping raggiungo un’altra area di sosta chiamata El Lagar e, nonostante abbia già percorso questa pista più volte, sbaglio strada ad un incrocio e percorro una pista di cui non ho neanche una cartina… (e manco un’idea di dove vada). Il fondo è più sconnesso e in alcuni punti dei grossi sassi mi rallentano parecchio costringendomi ad appoggiare i piedi e accompagnare la moto cercando di tenere l’equilibrio… il tempo cambia e le nuvole si abbassano rendendo il paesaggio veramente surreale. Dopo qualche km raggiungo un “barranco” spettacolare!!! uno strapiombo verticale di almeno 400 mt e la pista che lo costeggia. Vietato soffrire di vertigini!!! Ad un ennesimo bivio noto un piccolo cartello che mi indica a 17 km l’Arenas Negras e allora, conoscendola molto bene, inizio a percorrere la pista sempre attraverso le nuvole. Incredibile paesaggio intorno a me, pini altissimi, muschio verdissimo ai bordi e sulle rocce e la terra completamente rossa (da qui il nome che gli ho dato)… mi fermo, scatto qualche foto e mi godo il silenzio fino a quando mi rendo conto che inizia a piovere e la terra rossa si sta trasformando in pessimo fango scivoloso… brutta storia per una moto da 220 kg!!! Comunque la guida è adrenalinica e non vedo anima viva da ore, spettacolo estremo. Dopo aver patito qualche scivolone senza conseguenze raggiungo la pista della Arenas Negras il cui nome è dovuto alla terra lavica nera, che bagnata scivola quasi più di quella rossa soprattutto in discesa… eh eh eh… ma nulla di preoccupante e alla fine, bagnato, sporco e stanco raggiungo il paese di Los Llanos e via verso casa, su strada asfaltata però!!! Meravigliosi posti dove perdersi nel vero senso della parola.

Un lampeggio fangoso… e un enorme GRAZIE a Riccardo che mi ha accompagnato in questo giro.

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