Controllo aereo sugli abusi edilizi

pag05_droneAvete chiuso il vostro balcone per guadagnare qualche metro di salone? Avete realizzato una specie di attico coprendo la terrazza? Avete deciso di perdere un po’ di giardino per mettere su un garage? Se è così, siete tra i residenti dei quasi 40 comuni canari che vengono ispezionati, o lo saranno a breve, da parte dei funzionari di polizia impegnati nella campagna di regolarizzazione catastale con cui Hacienda prevede di migliorare il finanziamento del governo locale. Un controllo che prevede l’uso di aerei perché nulla sfugga. La campagna è iniziata in tutta la Spagna nel 2013, ma fino al 2014 le Canarie non erano coinvolte. Il primo anno, su 176 comuni “rastrellati”, solo due erano dell’arcipelago: Aldea de San Nicolás e Puerto de la Cruz. Quest’anno saranno diverse migliaia le località ispezionate in tutta la Spagna, e il controllo sarà attuato progressivamente fino al 2016. Attualmente, 39 degli 88 comuni delle isole Canarie sono entrati fra i siti scelti dall’Hacienda per invitare i residenti a regolarizzare gli ampliamenti e le ristrutturazioni, effettuate nelle loro case, ma non dichiarate al Catasto. In realtà saranno la maggior parte, come ben sanno gli esperti fiscali, perché poche persone sono a conoscenza dell’obbligo di iscrivere al catasto queste opere minori, in modo che, nella migliore delle ipotesi, si limitano a chiedere la licenza al comune competente. Su questa ignoranza generale della legge si concentra la critica che ha ricevuto finora questa legge, descritta come “catastrazo”, visto che rivela il suo vero obiettivo: maggior impegno nella riscossione di imposte, con cui il Ministero delle Finanze intende finanziare i comuni attraverso un incremento dell’imposta sugli immobili (IBI), la principale fonte di entrate comunali. La maggior parte di queste opere minori aumenta la cubatura dell’immobile e la registrazione catastale di quest’estensione della casa, per quanto piccola, si ripercuote sul valore di essa e quindi aumenta la IBI. Ciò che è strano per gli esperti fiscali è che gli stessi tecnici dei comuni non hanno quasi mai avvertito i loro cittadini della necessità di registrare tali riforme nel catasto. Secondo le previsioni del governo, fino al 10% dei 36 milioni di posizioni IBI che si pagano ogni anno in Spagna sarà influenzato da questa regolarizzazione catastale. Finora, sugli oltre tre milioni di registrazioni previste, ne sono state fatte la metà. Per il Ministero delle Finanze è un’iniziativa anti-frode e, in effetti, è stato inclusa nel pacchetto di misure fiscali che il governo dello Stato ha promosso alla fine dello scorso anno per migliorare i conti pubblici e combattere la frode fiscale. Molte riforme immobiliari sono fatte “di nascosto”, ed è necessario far emergere il bene immobile non dichiarato, tra le altre ragioni, perché si godono dei servizi municipalizzati a spese di quei proprietari degli immobili, che sono stati correttamente dichiarati. (NdR stessa solfa dell’Italia, non è colpa dell’eccesso di codicilli&tributi, è colpa dell’EVASORE!). Inoltre, Hacienda sostiene che questo è anche un atto benevolo perché la campagna di regolarizzazione catastale sostituisce la sanzione (fino a 6.000 €!), che potrebbe ricevere il proprietario, con una tassa di soli 60 €, da pagare al momento della regolarizzazione della riforma. Ma capita che, in aggiunta, la misura è retroattiva, cioè inizia a decorrere dal momento in cui hanno effettuato i lavori, per cui, applicando le scadenze della prescrizione, il proprietario è tenuto a pagare il maggior valore della proprietà per i quattro anni precedenti.

(Franco Leonardi)