struttura. Pelle.  Tigre  pitoneDopo averli acquisiti illegalmente o per ignoranza delle leggi, molti canari stanno tenendo in casa una delle quasi 800 specie di animali esotici che esistono oggi sull’Arcipelago. Di questi, almeno 35 sono stati classificati come invasivi, secondo il Servizio Biodiversità della Direzione Generale della Protezione della Natura del governo delle Canarie. Le specie “aliene” invasive rappresentano una delle maggiori minacce alla biodiversità, in particolare in realtà geograficamente e evolutivamente isolate come le piccole isole. I rischi che queste specie rappresentano crescono a causa di un aumento del commercio globale, i trasporti, il turismo e il cambiamento climatico. La fuga o emissione deliberata nell’ambiente di animali esotici possono avere gravi conseguenze sulla biodiversità originaria delle Canarie, in quanto, tra l’altro, in grado di competere, predare o consumare la nostra fauna autoctona; può contaminare le specie geneticamente correlate; trasmettere malattie e parassiti alle specie selvatiche, il bestiame, le colture e gli esseri umani; provocare allarme sociale, come le recenti scoperte di serpenti e tarantole a Tenerife; provocare gravi disagi alle persone, come il frastuono assordante delle colonie di pappagalli in alcuni comuni delle isole; e infine causare gravi danni alle infrastrutture, come alcuni cortocircuiti causati da serpenti nelle condutture elettriche o danni ai cavi morsicati dai roditori. Si stima che le specie esotiche costino in un anno 12.000 milioni di euro all’Unione europea. Da agosto 2013 un regio decreto disciplina il catalogo spagnolo delle Specie invasive, in cui si stabilisce che gli esemplari delle specie animali ivi comprese, posseduti come animali di compagnia o di affezione, potranno essere mantenuti dai loro proprietari, ma con l’obbligo di comunicare, entro un termine massimo un anno, un tale possesso alle autorità competenti delle comunità autonome. Questi, se del caso, stabiliranno la sterilizzazione obbligatoria degli esemplari, così come adeguati sistemi di marcatura (tatuaggio, marchi auricolari, microchip, anelli e veterinario responsabile), e richiedere la firma di una dichiarazione di responsabilità del proprietario. Quest’ultimo, sottolinea lo statuto, dovrebbe riferire immediatamente il rilascio accidentale di tali esemplari, che non potrà in ogni modo vendere, riprodurre, o cedere. In alternativa a cui sopra, “le autorità competenti faciliteranno, se richiesto, la consegna volontaria degli animali”. Le nuove norme davano tempo fino allo scorso agosto ai proprietari di questi animali esotici, ma centinaia di animali potenzialmente pericolosi sono ora in una situazione di illegalità, perché pochi sapevano della legge, e molti sono stati e tutt’ora vengono abbandonati dai loro proprietari per evitare di essere puniti (man mano che “scoprono” la situazione…). Ciò ha portato che più di trenta specie invasive sono riuscite a stabilirsi nelle Canarie, nonostante gli sforzi del Dipartimento dell’ambiente stesso che, insieme con Polizia e Guardia Civil, effettua ispezioni nei negozi di animali eseguendo nel contempo un  monitoraggio del commercio illegale di animali on-line. Tra i problemi più significativi e recenti ricordiamo il serpente reale della California, che si è insediato in Gran Canaria dopo essere stato volontariamente rilasciato in natura da un collezionista, e che attualmente minaccia la sopravvivenza dei rettili nativi di quell’isola (NdR avevamo fatto un articolo in proposito nel giugno 2014).  L’iguana verde, il pitone reale e le tartarughe verdi “della Florida”a guance rosse e gialle, sono i rettili esotici che si trovano più frequentemente “per strada” nelle isole. Nell’ultimo decennio nell’arcipelago sono stati catturate oltre 50 iguane! Uno studio completo sulle isole di Tenerife e Gran Canaria ha rilevato un totale di 24 specie di uccelli esotici, di cui 13 sono considerati stabiliti. Di questi, almeno otto sono stati “liberati” da parte di privati. Qualcosa di simile accade con i mammiferi esotici, in cui 16 specie introdotte come animali domestici hanno finito per diventare invasive. Tra questi spicca lo scoiattolo moresco, dal Nord Africa, molto diffuso su Fuerteventura mentre, occasionalmente, si trova anche su altre isole, senza essere diventato ancora stabile. Menzione speciale per i gatti domestici o inselvatichiti, uno dei principali fattori che minacciano la sopravvivenza delle lucertole giganti in Tenerife, El Hierro e La Gomera, come del fringuello blu di Gran Canaria e degli uccelli marini di piccola taglia, quali procellarie e uccelli delle tempeste. Tutte queste specie sono comprese nel catalogo spagnolo specie invasive (NdR escluso sicuramente i gatti, che sono senza dubbio la più letale specie a livello mondiale e che io, purtroppo, amo…), il che implica il divieto di possesso, il trasporto, il traffico e il commercio di esemplari vivi o morti, compreso il commercio estero. Tale divieto può essere risolto dopo l’approvazione amministrativa, se necessario per motivi di forza maggiore. Le comunità autonome effettuano il monitoraggio anche delle specie aliene potenzialmente invasive, in particolare quelle che hanno dimostrato la pericolosità in altri paesi o regioni, al fine di proporre, se necessario, la loro inclusione nel suddetto catalogo nazionale, lo strumento principale per la prevenzione e il controllo del possesso e il commercio di alcune specie esotiche invasive. Ciò vale, per esempio, per tutte le specie di serpenti e tartarughe americane o della Florida. Tra gli uccelli, spiccano il merlo indiano e alcune specie di Pappagalli. E la sezione mammiferi include ratti, procioni, coati, varie specie di ricci e tutte le specie di scoiattoli.

Raccomandazioni

Acquisto di animali: se proprio DOVETE acquistare un PET esotico, fatelo in un negozio serio e assicuratevi che l’animale sia conforme a tutti i requisiti di salute e amministrativi.

Informazioni: è indispensabile conoscere in anticipo le condizioni del vostro animale domestico, per garantirne il benessere e vanificare la possibilità di fuga.

Igiene: conoscere le regole igieniche per evitare di essere infettati da parassiti o malattie, in particolare se gli animali acquistati saranno in contatto con i bambini.

Abbandono: qualunque cosa accada, MAI abbandonarlo! Se per qualsiasi motivo non potete più tenerlo, contattate la pubblica amministrazione o le associazioni che troveranno una soluzione adeguata.

Una fuga: se il vostro animale è fuggito o ne trovate qualcuno abbandonato, informare immediatamente la pubblica amministrazione o chiamate il 1-1-2 più vicino. Ricordatevi che siete legalmente responsabili per l’inconveniente, per i danni che l’animale possa causare a persone, animali, cose, spazi pubblici e ambiente naturale.

Affinché il commercio e il possesso di animali esotici si svolga in modo responsabile, la Direzione Generale della Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente ha messo a disposizione del pubblico sul suo sito web vari manuali dedicati a invertebrati, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. In questi viene chiarito il pericolo di rilascio nell’ambiente, vengono fornite informazioni per una corretta gestione, sia dal punto di vista del benessere degli animali che di allarmi sulle malattie che possono trasmettere agli esseri umani. L’emergere di specie esotiche, sia animali, piante, funghi o microrganismi in luoghi nuovi, non sempre è una preoccupazione, tuttavia un numero considerevole di specie alloctone può diventare invasivo e avere gravi effetti negativi sulla biodiversità e deve pertanto essere prevenuto. In Europa sono presenti circa 12.000 specie esotiche, e fra il 10 e il 15% di queste sono invasive. Nell’elenco delle specie selvatiche di Canarias 2009, pubblicato dal governo regionale, su terra sono registrate 14.332 specie, l’11% di loro sono esotiche. Il problema non è il semplice possesso di un animale come questo, ma che sia fatto responsabilmente. Un cane o un gatto, non tenuti in buone condizioni sanitarie o abbandonati in mezzo alla montagna, quando siamo stanchi di loro, possono causare lo stesso danno di un serpente o simili. (NdR in realtà, in tutto il mondo industrializzato, i maggiori danni sono provocati proprio dai MILIONI di cani e gatti, abbandonati irresponsabilmente dopo un acquisto che definire superficiale è eufemistico).

(Franco Leonardi)