Un tuffo nel lusso dell’Ottocento inglese

pag17_riscodeoroNel 2006 la società fratelli García Núñez ha acquisito la finca Risco de Oro a Puerto de la Cruz, con l’intento di fare un investimento immobiliare. Ma, nel corso degli anni, i proprietari se ne sono innamorati a tal punto da cambiare l’idea iniziale per inseguire un progetto molto più ambizioso: preservare il patrimonio di lusso, che è attualmente in vendita, in attesa del Plan de Modernización per poi trasformarlo in un resort di lusso, l’unico nuovo cinque stelle che ci sarà in città. La tenuta era stata comprata nel 1890 da Edward Campbell Philpot, quando gli inglesi hanno cominciato a venire alle Canarie apprezzandone il clima, ideale per una seconda casa, ed è uno dei tesori della città turistica che merita di essere protetto e preservato, oltretutto inserito nel Conjunto Histórico di Puerto de la Cruz, dichiarato Bene di interesse culturale dal 2006. La tenuta è stata progettata da due architetti, uno tedesco e l’altro inglese, e ha un terreno ben distribuito di oltre tre ettari. Comprende sette edifici, dei quali tre originali delle isole Canarie, il fienile, le stalle e gli uffici posti all’ingresso. Poi c’è una piccola costruzione utilizzata come scuola privata per i figli dai primi proprietari, un’altra conosciuta come Casa del Carpintero, la cappella e la residenza principale, in stile coloniale inglese. Quest’ultima ha una superficie di oltre 1.500 metri quadri ed è divisa in seminterrato, piano terra, primo piano con soppalco e la terrazza. All’interno restano la maggior parte degli arredi originali, opera di ebanisti di La Orotava, e la vasca da bagno e il rubinetto di uno dei servizi, portati invece direttamente dall’Inghilterra, come anche le tegole del tetto. L’arredamento offre “chicche” che sono un piacere per gli occhi, come i quattro camini ognuno di diverso “design” distribuiti su due piani, o le “mantovane” del salotto, dipinte a mano. Altre piacevolezze, come il tavolo da biliardo snooker, un tavolo speciale che misura 360×180 centimetri, con il suo rispettivo contapunti; un grammofono; un pianoforte a coda e le splendide lampade. Tutti i lavori in legno sono originali e molto ben tenuti, addirittura rimangono intatti i contrappesi delle finestre, da cui si gode una vista spettacolare sui giardini e la Valle de La Orotava, Teide incluso. Un gioiello deve essere amato, ed è quello che hanno fatto le famiglie vissute lì fino ad ora. Dopo la morte di Edward Campbell Philpot, la proprietà passò a un membro della famiglia per essere poi acquisita da Felipe Machado, e da lì a suo figlio maggiore, i cui discendenti hanno abitato lì fino a quando l’hanno comprata i fratelli García Núñez, che l’hanno mantenuta in ottime condizioni, prendendosi cura degli oltre 8.000 metri quadrati di giardini, originariamente progettati dalla stessa designer inglese dei Kew Gardens, un paradiso botanico situato alla periferia di Londra. Per lasciare indisturbato l’edificio principale, il futuro albergo, che avrà 180 camere, una piscina e un parcheggio, verrà costruito in fondo alla proprietà, senza toccare i giardini con le loro fontane, la cappella e il campo da croquet. L’idea degli attuali proprietari è trovare degli albergatori pronti ad investire o imprenditori disposti a comprare la proprietà credendo nel progetto, che tuttavia può essere modificato a seconda delle necessità che può avere la catena che lo compra. Un affare interessante, non solo perché questa zona della città turistica si è già rivalutata con l’acquisto dell’Hotel La Chiripa da parte della catena tedesca Lindner, ma anche perché il progetto che hanno sviluppato è un esempio di recupero del patrimonio come risorsa urbana per il turismo.

Il piano di ammodernamento, miglioramento e una maggiore competitività di Puerto de la Cruz è per adesso fermo nella commissione per la pianificazione e l’ambiente delle isole Canarie (Cotmac), pur essendo un documento di vitale importanza per la città e che molti stabilimenti aspettano per rinnovare i loro alberghi.

(Franco Leonardi)