Il giro del mondo a piedi: due globetrotter italiani fanno tappa a Tenerife

pag13_pleone4La terra è rotonda, e facendone tranquillamente il giro ci si ritrova un giorno al punto di partenza, già pronti per un altro viaggio. Quanti sono i sentieri, le strade, i villaggi, le città, le colline, i boschi, i mari, i deserti, tanti sono i percorsi per raggiungerli, sentirli, osservarli, per abbracciare la memoria nell’esultanza di essere in quel luogo. I sentieri, la terra, la sabbia, le rive del mare, perfino le pietre e il fango, sono a misura del corpo e del brivido di esistere.

(David Le Breton. Il mondo a piedi)

Ogni viaggio regala ricordi ed intense emozioni. Quando si parte si visitano posti lontani da casa, si incontrano persone diverse per cultura e stile di vita, si possono scoprire lingue differenti, abitudini curiose, tradizioni incredibili; viaggiare apre la mente e l’anima. Paolo e Arianna hanno scelto una maniera insolita, ma sicuramente affascinante, di viaggiare: con lo zaino in spalla, goPro alla mano, autostop, downshifting e couchsurfing, vogliono girare il mondo. Paolo Leone (a.k.a. pleone, www.facebook.com/pleone) 31 anni, molisano, informatico, laureato a Bologna, ha vissuto e lavorato tra Emilia e Veneto, e Arianna Grosso (http://ariannagrosso.tumblr.com), padovana, 25 anni, graphic designer, che lo raggiunge il 10 Febbraio 2015, stanno dando vita ad un social-media-world-tour, come Paolo lo definisce, che finora ha portato ad uno score di oltre 170 giorni di viaggio, più di 60 città visitate, 6 nazioni, 2 continenti; una media di 2,4 giorni per città.

Maggio 2014. Paolo decide di vendere tutto: automobile, bicicletta, ma anche stivali da fiume, lampadine, un orologio da muro… Lo staff di Subito.it appoggia l’impresa e decide di creargli una vetrina apposta sul sito. Ricava 8 mila euro in due giorni. C’è chi comprava per sostenere la causa, chi per trasmettere semplicemente la propria stima per il cambio di vita. Così sono scattate le dimissioni dal lavoro di programmatore di software e il 25 settembre a Milano, zaino ben allacciato, ha tirato su il pollice in cerca del primo passaggio.

Progetto Globetrotter. Downshifting e couchsurfing. Di che si tratta?

Il downshifting è una filosofia di vita che si basa sulla diminuzione del carico di lavoro a favore di più tempo libero per se stessi. Quindi mettere da parte ambiziosissime carriere per tornare a fare ciò che ci fa stare davvero bene.
Il couchsurfing, che letteralmente significa “navigare sul divano”, in pratica è un sistema per mettere in contatto i viaggiatori di tutto il mondo al fine di aiutarsi a vicenda.
Chi ospita non chiede alcun compenso per il posto che offre, ma il surfer solitamente ricambia l’ospitalità in ogni modo possibile: aiuto nelle pulizie, cucina, condividendo racconti di viaggio, insegnando la propria lingua…
La cosa importante del couchsurfing è capirne lo spirito: se viaggi, hai sicuramente qualcosa da condividere con chi ti accoglie in casa. Se ospiti hai sicuramente qualcosa da imparare da chi sta viaggiando.


Mollo tutto e faccio il giro del mondo a piedi. Famiglia? Amici? Come l’hanno presa?

Paolo -La prima volta che sono tornato a casa per comunicarlo sono rimasto sorpreso dalla reazione dei miei genitori: pensavo che mi avrebbero dato del matto o comunque sarebbero rimasti un po’ “delusi”. E invece no. Mia madre mi ha detto: “Se è quello che ti fa felice, vai. Sarò felice anche io”.
Mio padre invece: “Ma quindi non torni a Natale?” e mi ha regalato un fantastico amuleto di legno, intagliato da lui stesso. Per i miei amici invece è stata molto più scontata la reazione: tutti mi hanno spinto ed incitato, quasi stessi realizzando qualcosa non per me, ma per tutti. E forse è davvero così. Una frase che mi ha fatto molto ridere è stata: “Ecco, finalmente. Questa è una cosa da Paolo Leone!”.

Arianna – Sono la figlia più piccolina ed è normale che i miei siano piuttosto apprensivi, ma alla mia notizia hanno reagito pensando fossi pazza davvero: “Sappiamo che sei sempre stata fuori dalle righe, ma questa volta… fai sul serio?!”. Dopo aver spiegato per bene il progetto, mia mamma mi ha dato un braccialetto per dimostrarmi di aver capito. Mio papà mi ha sorpreso un po’ perché mi ha salutato dicendo: “Vai ora che puoi, altrimenti da anziana rimpiangerai di non aver colto questa occasione”. Gli amici mi hanno incitata e fomentata fino alla morte, anche se non sono mancate alcune battutine infelici da parte di persone… infelici.

Come trascorrete la vostra giornata tipo?

Ogni giornata è diversa, siamo scappati apposta dalla routine per cercare stimoli continui. Però alcune azioni base ci sono: come cercare internet in città, chiedere a persone random informazioni sui luoghi, incontrare amici conosciuti sui social…
Camminare senza meta oltrepassando i 10.000 passi giornalieri è una cosa di cui andiamo molto fieri.

Soundtrack di questa esperienza?

Musica del luogo principalmente. Cerchiamo di farci ispirare dalla radio o chiediamo a chi ci ospita. E’ un modo per imparare musica nuova!

Prossime tappe?

Le decidiamo strada facendo, anche se per un percorso orientativo… daremo presto notizie su Facebook (https://www.facebook.com/pleone) e sul blog (http://globetrotter.pleone.it/it).

In ogni viaggio c’è sempre qualcosa da imparare, una storia da raccontare. Uno dei motivi più belli del viaggio forse è proprio la condivisione. Cosa vi sta dando questo viaggio che vi sentite di condividere con i lettori di Leggo Tenerife?

Questo viaggio ci sta restituendo una libertà persa: quella di scegliere il proprio cammino e di lasciarsi andare ad ali spiegate.
Il supporto che riceviamo giornalmente, te compreso, è quello che ci spinge giorno dopo giorno a proseguire questa
non tanto folle avventura.

Potete trovare aggiornamenti, foto, curiosità, il diario di bordo e sostenere i nostri  ragazzi sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/pleone e sui rispettivi blog del viaggio: http://globetrotter.pleone.it/it e http://ariannagrosso.tumblr.com

Mario Giammona