Da Barcellona una nuova tecnica radioterapica

Da Barcellona una nuova tecnica radioterapica che incrementa la sopravvivenza dei malati di cancro al polmone di un 79%, senza necessità di intervento chirurgico L’Istituto Catalano di Oncología (ICO) è riuscito a incrementare significativamente la sopravvivenza dei malati di cancro al polmone inoperabili grazie all’applicazione di una nuova tecnica radioterapica che è sincronizzata con il respiro del paziente.

Lo attestano i dati presentati a inizio anno dai responsabili del “Servicio de Oncología Radioterápica” dell’ICO, che hanno testato la nuova tecnica radioterapica stereotassica extracranica sopra 43 pazienti con cancro al polmone, che non potevano essere operati per la loro età, o per la presenza di altre patologie o per la localizzazione del tumore.

In questi pazienti, il tasso di sopravvivenza dopo 2 anni è stato del 79%, più del doppio che con la radioterapia convenzionale, positivamente benigna solo per il 30% dei malati. La radioterapia stereotassica extracranica, che si cominciò ad usare all’ICO nel 2008, è una tecnica che “consiste nel dare con estrema precisione una dose molto alta di radiazioni in caso di tumori ai polmoni molto piccoli”, come ha spiegato Ferran Guedea, capo del Servizio di Oncologia Radioterapica dell’ICO.

Il principale vantaggio di questo metodo di radioterapia è che “le radiazioni si sincronizzano con la respirazione per effettuare il trattamento, perché, data la continua mobilità, il polmone è un organo normalmente molto difficile da irradiare”, ha spiegato Guedea, e, per questo motivo, permette un trattamento più corto che con la radioterapia convenzionale.

I buoni risultati di questa tecnica sperimentale hanno spinto l’ICO a utilizzarla nel trattamento dei tumori del fegato e della prostata e per la metastasi ossea e surrenale.