Quando creare una società? Alcuni spunti (2a parte)

pag07 IVALa Sociedad Anónima (S.A.)

É una forma societaria meno abituale, pensata per grandi imprese con numerosi soci ed ampia capacità di investimento. Benché la creazione e la gestione quotidiana della società siano più complesse, richiedano maggior rigore formale, generino spese cospicue ed il capitale sociale minimo richiesto per la sua creazione sia il più alto tra tutte le forme societarie (60 mila euro), la possibilità di negoziare il trasferimento delle quote di partecipazione (nel caso della S.A. “azioni”) liberamente, rapidamente e senza inficiare la sussistenza dell’impresa stessa, consente a questa forma societaria di incorporare facilmente un alto numero di soci investitori e conseguentemente di accumulare capitale e ricchezza. Anche la S.A., in quanto dotata di personalità giuridica e autonomia patrimoniale, limita la responsabilità degli azionisti verso terzi. Come nel caso della S.L., dal punto di vista fiscale troveranno applicazione l’Impuesto de sociedades e l’IVA (IGIC per le Canarie) e relativamente alla Seguridad Social gli amministratori ed i soci che detengano il controllo della società tributeranno nello stesso regime degli autonomi (RETA) mentre gli altri nel regime generale (RGSS).

La Sociedad Laboral (S.L.L. o S.A.L.)

É una forma particolare che possono assumere sia le S.L. che le S.A., nella quale però la maggior parte del capitale (dal 50% in su) appartiene ai lavoratori dell’impresa. Concepita come strumento di interesse sociale gode di ampi benefici fiscali in fase di costituzione (esenzione del 99% dal ITPAJD -Impuesto sobre Transmisiones Patrimoniales Onerosas-), di una “corsia preferenziale” nell’erogazione di aiuti e sovvenzioni governative (ad es. la possibilità per il socio lavoratore di accedere al “pago único por desempleo”, ossia ricevere in un’unica soluzione l’intera prestazione di disoccupazione) e consente ai soci lavoratori di rimanere inquadrati nel Régimen General della Seguridad Social. Il rovescio della medaglia sono una maggiore complessità amministrativa sia in fase di costituzione (in parte dovuta al fatto che ciascuna Comunità Autonoma possiede peculiari regolamentazioni in merito) sia in fase di gestione (in caso di funzionamento assembleare il raggiungimento di una decisione può risultare poco agevole).

La Cooperativa

É una forma associativa tra persone fisiche o giuridiche attraverso la quale esse soddisfano interessi socio-economici comuni. Un esempio per tutte sono le cooperative de trabajo asociado, il cui oggetto sociale è generare posti di lavoro per i soci-proprietari attraverso la produzione, organizzata in comune, di beni e servizi per soggetti terzi. I vantaggi e gli svantaggi  sono molto simili a quelli della Sociedad Laboral.


Un discorso a parte meritano la Comunidad de Bienes (C.B.) e la Sociedad Civil (S.C.). In base al Códico Civil, quando due o più persone sono proprietarie di un bene o vari beni in comune, per averli ricevuti in eredità o per qualunque altro motivo, si forma automaticamente tra essi una Comunidad de Bienes. Benché quindi la C.B. possa sussistere a prescindere da un espresso obiettivo economico, spesso diventa la forma di associazione prediletta dai lavoratori autonomi che, senza praticamente spese di costituzione e senza creare un vero legame societario, desiderino sviluppare un comune progetto imprenditoriale. Considerato che non è necessario redigere un atto di costituzione o uno statuto per la regolamentazione dell’attività né, in caso esista, di registrarlo, considerato altresì che i singoli partecipanti mantengono la loro condizione di lavoratori autonomi, con tutto ciò che comporta a livello fiscale (tributazione per IRPF) e di Seguridad Social (applicazione del RETA), questa opzione è consigliabile a piccoli imprenditori con una disponibilità di investimento limitata e che desiderino mantenere una estrema semplicità di gestione. Il rovescio della medaglia è chiaramente la totale responsabilità che i singoli partecipanti alla C.B., singolarmente e solidalmente, nei confronti di terzi creditori: infatti la creazione di una C.B. non dà vita ad una persona giuridica titolare di un patrimonio separato da quello dei singoli partecipanti. La S.C. invece nasce sempre e solo “espressamente” e con lo scopo di consentire ai soci di operare nel sistema giuridico ed economico mettendo a frutto i beni, il denaro o il lavoro messi in comune. Pur non richiedendo un capitale sociale minimo, prevede la redazione di un contratto di costituzione con relativa registrazione per consentirle di acquisire personalità giuridica (almeno secondo i più, poiché su questo punto esiste ancora un dibattito aperto) ed una parziale autonomia patrimoniale: per i debiti sociali è chiamato a rispondere  prima il patrimonio comune e poi, in via eventuale e sussidiaria (ciò in caso di insufficienza di detto patrimonio), il patrimonio dei singoli soci. Quanto al regime fiscale, Seguridad Social e convenienza vale quanto detto per la C.B.

Una considerazione finale: coloro che si affacciano al mondo dell’impresa per la prima volta e prevedono un investimento contenuto per dar vita al loro progetto così come la possibilità di generale solo piccoli debiti, sappiano che con l’approvazione nel 2014 della “tarifa plana” per gli autonomi (tutti gli autonomi, senza distinzioni per fasce d’età, potranno versare alla Seguridad Social per i primi 18 mesi di attività la quota minima mensile obbligatoria con riduzioni fino all’80%) ed il contestuale incremento della quota per i soci imprenditori, potrebbe rivelarsi più conveniente posticipare la creazione di una società sia per godere fino ad esaurimento degli incentivi relativi alla Seguridad Social sia per sondare in un congruo lasso di tempo la viabilità del proprio progetto prima di investire energie e denaro in un’organizzazione più complessa.

(Avv. Elena Oldani)