Modificata la tassa giudiziaria

pag01_tasse-3Il Consiglio dei Ministri, su impulso anche del Ministro della Giustizia, con il RDL n.1.2015, ha approvato nell’ambito di un pacchetto di riforme volte a stabilire alcune misure di ordine sociale, come il meccanismo della seconda opportunità e la riduzione del carico finanziario, anche la modificazione della tassa giudiziaria. La Legge di TASSAZIONE n.10 del 2012, a parte alcune esclusioni, prevedeva l’obbligazione per i cittadini di corrispondere al momento dell’inizio del procedimento o fase del giudizio, l’importo debitamente previsto dalla legge, tenendo presente che la stessa include importi fissi e importi variabili a seconda del tipo di procedimento o del valore dello stesso. Alcuni esempi pratici: in ambito civilistico per iniziare un “Giudizio Cambiario” la tassa corrispondente era di 150 euro, per proporre un “Appello” la tassa era di 800 euro, o in ambito “Contenzioso Amministrativo” la quantità fissa esigibile partiva da 200 euro. La reazione a questa legge, nella lunga storia della Giustizia Spagnola, ha sorpreso gli stessi legislatori, e si è manifestata attraverso una unanimità assoluta, dal Consiglio Generale del Potere Giudiziario, alla Procura Generale dello Stato, alle Associazioni di Giudici e Magistrati, Segretari Giudiziari, Sindacati, Avvocati, Funzionari; ritenendo tutti che questa legge rappresentava una barriera all’accesso alla giustizia per una gran parte di cittadini, vulnerando pertanto il precetto Costituzionale che enuncia all’art. 24 “…il diritto alla tutela effettiva…”. Pertanto è accolta favorevolmente la modificazione attuale, che si riferisce e con effetto immediato alla ESENZIONE della applicazione della tassa a tutte le persone fisiche, e soltanto in alcuni casi specifici anche alle Persone Giuridiche.

(Avvocato Civita Masone)