pag26_DSCF2926Questo mese l’arca del mistero inizia un nuovo viaggio per dare ai lettori una visione diversa della religione e mitologia Guanche di cui abbiamo già narrato in precedenza. Grazie alla complessità e grande quantità di informazioni ricavate durante questi anni di investigazione, dovremo dividere in vari articoli la teoria completa, che speriamo possa essere fonte di ispirazione per molti. Iniziamo quindi con descrivere il pantheon principale degli Dei Guanche Tinerfegni, precisando che sulle altre isole, pur cambiando i nomi e alcune caratteristiche di fondo, le credenze religiose si avvicinano molto al racconto che stiamo per narrare. Al principio c’era Achaman, dio supremo che bastava a se stesso, creatore della terra, del cielo e dell’acqua. Orgoglioso del suo operato decise di creare degli esseri che potessero contemplare la bellezza della creazione e così creò gli esseri umani e gli altri dei, ad ognuno dei quali assegnò dei  compiti diversi. Il primo figlio prediletto era Magek, dio della luce e del sole, oltre a capeggiare il cammino delle anime dei morti durante il passaggio nel cielo diurno. In antitesi spaziale a Magek si trova Achuguayo, dio della luna e della notte, che sotto vari aspetti appare più come un protettore notturno degli esseri viventi quando Magek non può vedere cosa succede. Mentre l’opponente ideologico di Magek e suo arcinemico è Guayota, un essere gigante dall’aspetto demoniaco, ricoperto di squame, cornuto con occhi rosso sangue e con l’ossessione di distruggere e far soffrire gli esseri umani, in quanto inferiori ma comunque apprezzati e protetti da Achaman. Magek era figlio anche di Cachiraxi, la dea che secondo la tradizione guanche era considerata semplicemente come la madre del sole, senza un altro compito o funzione, e questo particolare vorremmo sottolinearlo in quanto fonte di ispirazione della nostra teoria. Oltre a questi protagonisti di base vi erano anche altri dei di primo livello, come Ziday la dea del mare e protettrice dell’albero della vita, e Achuhucanac, dio della pioggia, a cui al momento non presteremo molta più attenzione, non perché meno importanti, ma per tentare una semplificazione dell’argomento ai lettori, in quanto già di per sé molto complesso. Agli ordini e al servizio di questi dei e demoni principali vi erano varie creature, di carattere semidivino o semidemoniaco, come i già citati Tibicela dall’aspetto canino, grandi, con un manto Nero, occhi infuocati, denti lunghi e assetati di sangue umano tra i servitori di Guayota, ma vanno aggiunti anche Jucancha, Guañoje, Maxios, esseri dall’aspetto sempre animalesco simili a cinghiali o esseri ricoperti da pelo scuro, folto e riccio. Tutti questi esseri avevano in comune la provenienza, in quanto uscivano dal sottosuolo di Echeide, una sorta di inferno o comunque luogo sotterraneo dove risiede e governa Guayota con l’intenzione di terrorizzare gli esseri umani. Per questo mese ci siamo limitati a presentare sommariamente i protagonisti della religione guanche, dando solo qualche accenno di base relativo alle loro caratteristiche, nei prossimi mesi inizieremo ad esporre la nostra visione intorno ad ognuno di loro, partendo dalla vicenda epica più significativa delle credenze degli antichi abitanti dell’isola per arrivare infine a spiegare la nostra visione un po’ particolare di questi eventi. Speriamo quindi che ci seguiate nei prossimi articoli per capire meglio quali sono state le nostre scoperte.

(Gohan Scroffernecher)