RECENSIONE di : Il profumo del vento d’autunno di Renato Coppola

pag13_copertina sec. edizioneIl romanzo affronta le contraddizioni sociali della prima metà del Novecento, attraverso la storia, gli amori e la dicotomia politica di due gemelli abruzzesi, che si trovano coinvolti in vicende storiche e internazionali molto più grandi di loro.

Febbraio 1915. Il grande terremoto che ha colpito la Marsica distrugge la famiglia di Giovanni e costringe quest’ultimo ad abbandonare Aldo e Marta, i suoi gemelli di sei mesi, sul sagrato di una chiesa. I bimbi vengono raccolti curati ed educati da Ida, la madre del parroco don Angelo, e vivono  in simbiosi fino alla morte di Ida, quando don Angelo decide di affidarli a due famiglie molto diverse tra loro. Aldo è adottato da Pietro, un contadino di Livorno; mentre Marta è adottata da don Gregorio dei baroni Musellaro e vive a Ferrara.

L’infanzia e la prima giovinezza procedono più serenamente per Marta, mentre per Aldo l’inserimento tra i ragazzi di Livorno è più difficoltoso. La reciproca lontananza è sofferta dai due fratelli che a volte hanno la sensazione di “sentirsi”. Marta tende ad avere uno spiccato senso d’indipendenza ed è affascinata dalle idee di sinistra, mentre Aldo più incline alla destra fascista, è profondamente preso da un conflitto interiore relativamente alla sua situazione di “orfano”; e si illude di poter ovviare a questa sua esigenza, ricercando sempre e costantemente una forma di consenso da parte degli “altri”. Le vite dei due fratelli procedono parallelamente nelle rispettive realtà sociali e nel quadro politico di un’Italia che ormai è in pieno Fascismo. Aldo dopo essersi innamorato della sua Angela, ed essere stato costretto ad abbandonarla a causa di un presunto figlio avuto da un’altra donna, la bellissima Fabiola, si arruola nelle Camicie nere, riscuotendone un discreto successo, fino a diventarne ufficiale, e poi partire volontario nella guerra di Spagna. Dopo il bombardamento di Guernica dove Aldo si trova casualmente, esplode la sua crisi esistenziale: chi sono? che cosa faccio? Marta nel frattempo ha grosse difficoltà in seno alla sua famiglia per le sue idee e per il rancore che nutre verso suo zio Serse, che in passato ha tentato, senza riuscirci, di violentarla. A causa della sua relazione con Marco, un socialista locale discepolo di Ignazio Silone, abbandona la casa paterna e si trasferisce a Sulmona, insieme al suo compagno, aiutando prima le famiglie ebree locali, e poi durante la guerra, alcuni piloti americani fuggiti da un campo di concentramento. Allo scoppio della guerra, Aldo è trasferito come ufficiale dell’esercito in Albania, dove incontra e diventa amico di Marco, costretto per le sue idee politiche ad abbandonare Sulmona. Dopo l’otto settembre Aldo è cooptato nella Repubblica Sociale Italiana e trasferito come vicedirettore al carcere di Lucca, mentre sia Marco sia Marta si danno alle montagne, diventando famosi partigiani. I primi di settembre del 1944 dopo uno scontro con i tedeschi nelle campagne Lucchesi, Marta è catturata e trasferita nel carcere di Lucca, dove s’incontra con il fratello. Dopo aver ritrovato la sua gemellina, Aldo abbandona definitivamente le sue vecchie idee, libera la sorella e fuggono insieme verso quello che pensano sia la libertà. La Lucchesia è liberata dalle formazioni partigiane, e i due gemelli durante la fuga sono catturati; Marta non viene riconosciuta ed è scambiata per l’amante dell’ufficiale fascista; è processata insieme a suo fratello da un tribunale del Popolo allestito sul momento da suo zio Serse che, passato dai fascisti ai partigiani, li condanna a morte. Marta e Aldo vengono fucilati pochi minuti prima che nel cimitero, luogo dell’esecuzione, arrivi il comandante Marco per farli rilasciare. Dieci anni dopo Giovanni il padre di Marta e Aldo tornato dall’America, con Marco diventato deputato della Repubblica, fa scoprire una lapide commemorativa dei figli. In quell’occasione molte persone si ritrovano dopo tanti anni, e si delinea attraverso i figli di Marta e di Aldo un messaggio di freschezza e di speranza per un futuro diverso.