LE BANCHE A TENERIFE…..cosa conviene sapere per evitare brutte sorprese

pag04_cajero_dinero_getty_1003Iniziamo questo viaggio conoscitivo sull’isola tanto amata da noi italiani approfondendo proprio l’aspetto legato al trasferimento dei nostri soldi. Qualcuno si chiederà perché inizio proprio da questo argomento e non dall’analisi del mercato del lavoro molto caro a tutti, che comunque tratteremo senz’altro in un altro spazio su questo giornale;  rispondo con la sola risposta che mi è venuta spontanea quando mi hanno dato l’opportunità  di scrivere su [email protected] mettendo le mie conoscenze al servizio dei numerosi italiani che approdano in queste calde coste canarie, cioè quale è il primo problema che affrontiamo quando sbarchiamo qui a Tenerife carichi di speranze e sogni? E magari con gli ultimi risparmi di una vita passata?… La risposta è proprio come custodire gli stessi risparmi che ci siamo portati appresso, o che come spesso accade sono rimasti nella nostra banca italiana. Penso infatti che proprio i soldi tanto demonizzati da molti in maniera ipocrita e retorica, siano proprio lo strumento che inizialmente ci ha fatto arrivare qui, partendo dal biglietto aereo e dalla prenotazione di un tetto sotto cui dormire e, dopo aver trovato la casa per noi stessi, avere ottenuto il NIE Bianco, il primo problema che ci preoccupa è quello di trovare la casa per i nostri risparmi, unico strumento iniziale per poter ricominciare. Allora ecco che ci mettiamo alla ricerca, dietro magari consigli improvvisati, di una banca che possa custodire le nostre risorse, e dopo un frenetico giro di sportelli decidiamo quella banca che ci fa sentire più sicuri, pensando che anche questo problema iniziale legato al trasferimento nostro e delle nostre famiglie sia finalmente giunto al termine. Invece no, la banca, per una serie di motivi, ci pone, di questi tempi, un sacco di obblighi e adempimenti che mai avremmo pensato, ma ai quali comunque conviene attenersi e adempiere per non avere problemi futuri; analizziamo la corretta apertura di un conto corrente nella stragrande maggioranza dei casi e cioè di chi arriva per rifarsi una vita cercando un lavoro e senza avere un lavoro stabile qui a Tenerife.

Ecco allora alcuni suggerimenti prima di partire dall’Italia con il famoso biglietto di sola andata da noi tanto sospirato, oppure se siamo già qui e dobbiamo ottemperare a quanto previsto dalla nostra cara Europa: il primo è quello di munirsi di un documento di reddito dell’ultimo anno in cui si è lavorato, percepito una pensione o nel quale abbiamo percepito una rendita anche solo finanziaria e presentarsi alla nuova banca muniti di documento di identità, il NIE Bianco e il nostro ultimo reddito e possiamo finalmente aprire il nostro nuovo conto corrente che in gergo è chiamato “conto per non residenti”. Molti di voi si chiederanno a cosa serve il documento di reddito, molti altri diranno che non è vero, perché ad alcuni non lo hanno chiesto; ebbene sfatiamo un mito e conosciamo la norma europea anti-riciclaggio che ci obbliga a informare la banca del paese dove intendiamo spostare il centro dei nostri affari, di come siamo venuti in possesso dei denari che stiamo depositando o che sposteremo dal paese di provenienza… pena per inadempienza, il blocco del conto corrente bancario da parte della banca di Spagna. Consiglio per chi non avesse ottemperato e ancora non sta lavorando in maniera dipendente o autonoma a Tenerife, meglio portare tale documento perché in caso di controllo alla filiale dove detenete il conto saranno problemi seri. Il secondo è quello di non farsi ingannare da alcune banche che vi dicono che è obbligatoria un’assicurazione, che nella maggior parte dei casi è poco superiore a 100 euro all’anno, perché non è affatto obbligatoria, ma per vendere quel prodotto inutile e fare i numeri alle spalle di noi stranieri, gli addetti ci impongono questo contratto, quindi il consiglio: fatevi stampare la polizza e controllate bene prima di firmare. L’unica assicurazione obbligatoria, se non avete il lavoro e volete ottenere il NIE Verde è quella sanitaria privata che si può anche contrattare in banca, ma da non confondere con quella detta sopra, perché quella sanitaria costa in media 40 euro al mese. Per cui fate attenzione a quello che firmate (con il prezzo di quella polizza spazzatura vi pagate 3 mesi di assicurazione vera e assistenza sanitaria). Il terzo è quello di versare in banca preferibilmente denaro trasferito da altri conti correnti, anche se qui non vi è un divieto vero e proprio di versamento di denaro liquido, è sempre meglio evitarlo, per il motivo che spiegherò un’altra volta, e una volta fatto il primo versamento il conto sarà operativo, ma se l’intenzione è quella di trasferirsi qui e ottenere il NIE verde evitate di farvi dare il bancomat in quanto è una spesa inutile, dato che una volta ottenuto il NIE verde dovrete tornare in banca per cambiare la tipologia del conto in un conto per residenti e allora il bancomat iniziale sarà sostituito e ve ne sarà dato un altro; molte banche vi chiedono 20/40 euro per ogni emissione bancomat. Altro consiglio è di contrattare sempre le spese con la banca in quanto si possono ottenere condizioni di sicuro interesse. I Conti Correnti costano in media 50 euro all’anno e 100 euro per la custodia titoli, ma se avete un po’ di denaro e vi sapete destreggiare di sicuro potete non pagare nulla per i costi fissi. Una volta residenti e intestatari di un conto corrente per residenti abbiamo degli obblighi fiscali anche nei confronti e soprattutto dell’Italia in questa fase che pochi conoscono e che nessuno purtroppo ci dice.

Il quarto è quello, molto importante e da non sottovalutare se manterremo degli investimenti attivi in Italia, di cambiare la tipologia del conto corrente e eventuali custodie titoli detenuti in Italia e trasformarli in contratti per residenti all’estero; questa procedura ci consentirà in caso di accertamenti tributari sulle future dichiarazioni dei redditi di dimostrare l’effettivo trasferimento dei nostri affari all’estero (e quindi non dover nulla all’Italia per redditi prodotti all’estero). Questo passaggio lo si può fare dopo aver adempiuto all’obbligo di iscrizione AIRE del nostro comune di residenza tramite il consolato di Madrid (approfondiremo un’altra volta l’importanza di tale iscrizione, i modi e i vantaggi). Il quinto suggerimento fa riferimento all’informare lo Stato Italiano di tutto quello che si possiede a Tenerife (o altro paese europeo) alla chiusura dell’anno fiscale per importi medi superiori a euro 10.000, siano gli stessi contanti, titoli o immobili (compilazione quadro RW della dichiarazione) perché il mancato adempimento comporta multe salatissime; naturalmente lo stesso vale una volta che si è residenti in Spagna cioè comunicare quello che ancora si ha in Italia con il mod. 720, che prevede però importi superiori a 50.000 euro per ogni comparto (che ci vuoi fare se l’Italia si distingue sempre in materia fiscale); anche qui le multe sono salate e ammontano a 10.000 euro per ogni omissione. Il sesto ed ultimo suggerimento è di ottemperare quanto prima, se la vostra intenzione è quella di trasferirvi definitivamente, e comunque appena riuscite a trovare lavoro o aprirete una attività in proprio, al trasferimento della residenza fiscale che, attenzione, non coincide con l’ottenimento del NIE, ma con il trasmettere all’Italia la vostra intenzione di spostare il centro dei vostri affari all’estero (primo tra tutti AIRE e altri adempimenti), in quanto potrete incorrere in amare sorprese con il nostro amato “Bel Paese” chiamato Italia. Finché non spostate la residenza fiscale fuori dall’Italia sarete obbligati a presentare dichiarazione dei redditi in Italia anche se il vostro reddito è pari a zero e se lavorate qui rischiate di pagare le vostre tasse anche in Italia. Naturalmente tutto quanto sopra detto sono solo dei consigli, ma ognuno in base alle proprie esigenze, ai propri averi, al proprio passato e a come intende iniziare il proprio futuro, è libero di attuare le proprie scelte consapevoli e indipendenti da quanto suggerito. Ci possiamo trasferire in due modi: pensando di far perdere le proprie tracce (vera utopia) oppure in maniera tranquilla e ottemperando a qualche adempimento, certo assai odioso, però nel primo caso avremo sicuramente dei problemi futuri che saranno sicuramente peggiori degli adempimenti e nel secondo, invece, avremo la meravigliosa nuova vita sperata e meritata, senza aver paura e l’angoscia che prima o poi i conti dovranno essere pagati.

(Peter Funari)