L’esposizione della religione Guanche

pag26_Petroglyph_la_palma_el_cementerio_101Questo mese l’arca del mistero riprende l’argomento del mese precedente, continuando l’esposizione della religione Guanche, dando un approccio diverso e rivoluzionario delle loro leggende. Dopo la presentazione dei protagonisti del mese scorso, questa volta descriveremo la vicenda epica più importante e significativa della religione guanche, e cercheremo di introdurre i concetti di base a proposito della simbologia religiosa degli antichi abitanti dell’isola. Quando Achaman creò i Guanche e li mise in un’isola molto estesa chiamata Echeide, questi vivevano in una sorta di paradiso terrestre sulla sua superficie, adorando Magek il dio del sole e rappresentandolo con degli idoli  di argilla, disegnando su di essi un cerchio circondato da sei triangoli, creando una figura del sole molto simile alla stella di David ebraica. Magek, oltre a vederlo come dio del sole, aveva il compito importantissimo di guidare le anime dei morti durante il loro cammino eterno tra il mondo dei vivi e quello dei morti, seguendo il movimento dell’astro re. Gli esseri umani appena creati però rendevano omaggio anche a Guayota, che invece viveva nel sottosuolo e regnava sull’inframondo e la natura e tutto restava in uno stato di perfetto bilanciamento e regolato dalle leggi della creazione dettate da Achaman. Con il passare del tempo però Guayota inizia una battaglia contro Magek, che degenera in una vera guerra, e con la cattura del dio del sole e il suo incarceramento all’interno del vulcano Teide. I guanche immersi nell’oscurità decidono quindi di accendere fuochi in tutta l’isola per attirare l’attenzione di Achaman e implorare il suo intervento per andare a riscattare il dio Magek, oltre a simulare l’ambiente infernale tanto abituale a Guayota, cercando di confonderlo e fargli credere di non essere uscito dai confini del suo regno. Achaman ascolta le preghiere degli uomini e scende dalla volta celeste con Cachiraxi, rappresentata dalle popolazioni indigene come una sfera da cui scendono due linee inclinate e opposte tra loro con al centro il simbolo di Magek. Durante la discesa le nuvole del cielo si agglomerano intorno alla dea e formano una sorta di spirale molto spessa, e dal centro di questa formazione una grande luce unisce il cielo con la terra. Il dio intraprende una grande lotta contro Guayota e per la violenza dello scontro la terra inizia a tremare e si producono grosse crepe su tutta l’isola e dal Teide fluiscono fiumi di lava e grandi quantità di cenere si sollevano nel cielo. Alla fine la superiorità del padre degli dei si fa evidente e Guayota perde la battaglia, Achaman riesce così a liberare Magek che può tornare tra le stelle riportando la luce nel mondo. Le nubi si dissolvono rapidamente e la cenere viene spazzata via da un forte vento, permettendo così ai raggi solari di tornare ad illuminare le terre protagoniste dello scontro. Achaman, per punire il figlio ribelle, utilizza un blocco molto grande di pietra pomice preso dal fondo marino per tappare l’entrata agl’inferi, imprigionando ed evitando così la possibile vendetta di Guayota, condannandolo per l’eternità. A causa della forza e pressione del tappo petreo e al tentativo di fuga portata avanti dal demone Guayota, l’isola di Echeide si frattura e separa formando 7 isole ancora oggi emerse ed altre ormai sprofondate negli abissi.  Per questo mese l’arca si ferma con la pura mitologia e vi dà appuntamento al prossimo articolo per descrivere le nostre idee relative ai fatti realmente accaduti e rappresentati dal mito sopra descritto.

(Gohan Scroffernecher)