El Hierro, un lugar fuori dal mondo!

El Hierro è la più occidentale delle sette isole Canarie, la più piccola, più sostenibile, meno affollata e più tranquilla, anche se è molto attiva vulcanicamente parlando. El Hierro è anche l’isola del Meridiano zero, o almeno lo era fino al XIX secolo, quando Greenwich le rubò l’onore, e viene chiamata l’isola verticale, con scogliere vertiginose e panorami che lasciano senza fiato quando ci si affaccia ad alcuni dei suoi belvedere. Quindi, se la si sceglie come destinazione, non ci si deve perdere almeno sei dei più imponenti, che permettono di godere di una vista privilegiata dell’isola atlantica, e anche alcune delle Isole Canarie più vicine.

Ecco i migliori punti panoramici selezionati per voi:

1. Mirador de La Peña

La vecchia strada tra la capitale Valverde e Frontera, il centro più animato dell’isola, conduce al Mirador de La Peña, opera dell’architetto canario César Manrique, che nei primi anni ‘80 progettò sia l’edificio in pietra vulcanica che i giardini circostanti. Avvicinandosi al bordo, un chilometro di vertigine sopra la Fuga de La Goreta, avrete la valle del Golfo ai vostri piedi. La cosa sorprendente è che queste rocce, fino a poco tempo fa, erano attraversate dai pastori, che si muovevano con l’aiuto di un lungo palo di legno che gli permetteva di superare le difficoltà del terreno irregolare. I panorami mozzafiato che si possono godere da questo luogo, rendono il Mirador de La Peñ, dichiarato anche Bene di interesse culturale, il più visitato di El Hierro. Se soffri di vertigini, o l’idea di sporgersi sopra la ringhiera non fa al caso tuo, puoi godere la vista dall’interno del ristorante-scuola, opera anch’esso di César Manrique, le cui finestre permettono una vista privilegiata mentre ci si gusta un drink o uno dei piatti della cucina locale.

2. Mirador de Jinama

Situato a ovest di San Andrés, questo è un altro balcone privilegiato che offre viste impressionanti sulla Valle del Golfo, ma offre una prospettiva molto diversa, perché l’aridità vulcanica di La Peña lascia il passo al verde che ci si aspetta a 1230 metri di quota. Da qui inizia il Camino di Jinama, uno dei sentieri più antichi dell’isola e che porta a Frontera. Un piccolo eremo dedicato alla Virgen de la Caridad si incontra all’inizio di questo passaggio che collega la regione più fertile dell’isola, famosa per le sue piantagioni di ananas e banane e i suoi vigneti, col pianoro di Nisdafe, che ospita l’albero sacro del Garoé. In realtà gli isolani facevano due volte l’anno questo percorso per “Las Mudadas”, quando praticamente l’intera popolazione dell’isola si spostava nella Valle del Golfo in sella alle sue bestie, portandosi con sé tutti gli averi e gli animali (polli, maiali…). Così, potevano occuparsi delle colture e il bestiame poteva partorire a temperature più gradevoli.


3. Il Mirador de Malpaso

E’ il punto più alto dell’isola, 1.501 metri sul livello del mare, con l’isola di La Palma sullo sfondo, e non si può evitare di citare il giornalista e viaggiatore Paco Nadal quando spiega l’origine di questo nome: Il nome non è casuale. Questo passo ha rappresentato sempre un confine fittizio per la vita Herrena. La linea immaginaria tra due mondi lontani, Valverde e Frontera, lontani tra loro come la luna e il sole, non solo per le curve della stretta strada (unica via di comunicazione fino all’apertura del nuovo tunnel sotto il Mirador de la Peña), ma anche perché in questi piccoli mondi insulari la vita è confinata all’ambiente circostante. L’Alto Malpaso, che ha un notevole significato per la gente di El Hierro, è un passaggio obbligato del percorso tradizionale della Bajada de la Virgen de los Reyes fin dal 1741.

4. Mirador de Bascos

El Mirador de Bascos si affaccia sul Golfo e, se la giornata sarà limpida, nella foto che farete spiccherà il profilo dell’Isla Bonita. E’ localizzato nella zona di El Rincón (La Dehesa), e per raggiungerlo dal Santuario della Virgen de los Reyes si attraversano con una strada sterrata i prati dove le mucche pascolano liberamente. Così era necessario fermarsi più volte per aprire e chiudere alcuni cancelli che impedivano a qualsiasi ruminante di staccarsi dal gruppo. Dal 2013 non è più necessario smontare, perché hanno cambiato l’intero sistema di chiusura e, anche se questo ha tolto un po’ di fascino al passaggio, il Mirador de Bascos rimane una meta obbligata per tutti coloro che vogliono conoscere ogni angolo di El Hierro. Da questo punto panoramico è possibile vedere il villaggio di Sabinosa, il Balneario Pozo de la Salud, i villaggi di Frontera e fino ai Roques de Salmor.

5. Mirador de Tanajara

Questo è un luogo privilegiato non tanto per poter osservare l’intero villaggio di El Pinar, ma per godersi un tramonto dagli alberi di pino Canario, che danno il nome al comune più giovane dell’isola. Il belvedere di Tanajara ospita alcune antenne e ripetitori, il che toglie al luogo un po’ di fascino, ma credo che sia una sorta di pedaggio da pagare per aver permesso alla popolazione di poter comunicare, e a El Hierro di arrivare ad essere la prima “Smart Island” del mondo, con wifi gratuito nella maggior parte del suo territorio.

6. Mirador de Las Playas

Seguendo il percorso orientale, che ci porta da El Pinar a Valverde, e già vicini al piccolo villaggio di Isora, si raggiunge uno dei punti più affascinanti. Nel mezzo di una pineta, sopra il Risco de los Herreños, ci si trova all’improvviso davanti a questo balcone che, mentre offre delle viste incredibili sul Roque de la Bonanza, scoglio isolato in mezzo al mare, si affaccia sopra una delle poche zone balneari dell’isola, con quel minimo di sabbia che ha permesso di ricevere il titolo di Las Playas (Playa de las Almorranas, de la Arena, de los Cardones, de las Calcosas y Las Playas). Qui è sorto il Parador de Turismo, che si trova praticamente da solo davanti all’oceano in una zona assolutamente desertica, che è paradossalmente la più attraente per gli amanti del trekking, anche perché sembra veramente un posto incontaminato dall’uomo!

Molto vicino al Mirador de Las Playas, è possibile visitare anche il Mirador di Isora, che non solo si trova in un ambiente privilegiato, ma può anche fungere da punto di partenza del sentiero PR EH 3, che attraversa il villaggio dello stesso nome e porta in prossimità del Parador Nazionale di El Hierro (Las Playas). Il percorso circolare ha una lunghezza di 13 km e un dislivello di 900 metri. A solo un chilometro da La Peña s’incontra la frazione di Guarazoca, il cui nome deriva da quello della principessa Bimbache (uno dei popoli aborigeni delle Canarie apparentati geneticamente e culturalmente con i berberi del Nord Africa) che ha tradito il suo popolo per amore, rivelando il segreto del Garoé; merita una visita perché ci si trovano anche vecchi torchi per schiacciare l’uva e produrre il vino locale. Dal Santuario della Virgen de los Reyes si può seguire la strada sterrata che porterà sia al Mirador de Bascos che al El Sabinar, dove las Sabinas, gli alberi simbolo di El Hierro, nella loro lotta di resistenza contro il vento prendono strane forme che possono far volare la vostra immaginazione.

(Franco Leonardi)