Il mercato “disastro” alla Laguna

pag10_mercado de sanpabloIl Mercado de San Pablo, grande progetto di investimento privato degli ultimi anni nella città di La Laguna, iniziato con grandi aspettative, una grande “casona” restaurata e trasformata in 2.000 metri quadrati di attività,  con trenta bancarelle di alimenti, dalla carne e pesce, alla frutta e verdura, ha finito con l’essere il più grande fiasco della città. Solo un miracolo potrebbe salvarlo!

Circa 40 famiglie hanno investito tutti i loro risparmi attratti da un’iniziativa destinata al successo come in altri mercati “del gusto” che brillano in Spagna, dopo aver pagato in media tra i 40.000 e i 55.000 euro per il canone, macchinari, accessori e materie prime, ma ora sono proprio alla “frutta”.

Infatti solo cinque mesi dopo l’inaugurazione da sogno, il Mercado di San Pablo ha dovuto chiudere i battenti per un problema all’impianto elettrico (burocratico sembra) e un ordine di cessare l’attività da parte del Dipartimento all’Urbanizzazione. Così le 40 famiglie, oltre ai partner commerciali, si trovano in una situazione delicata, con il rischio di perdere tutti i soldi che hanno messo in un sogno che è diventato un incubo. Ma cosa è successo? Perché tutto questo avviene così precipitosamente? Sembra che sia tutta colpa di un’unica persona, un economista 42enne: il creatore e direttore del progetto. E’ opinione diffusa che Montesinos si sia lanciato senza rete protettiva, con pochi soldi, con un progetto troppo ambizioso per le sue capacità e le sue possibilità finanziarie. Ora in molti dicono che la proposta non era fattibile come sembrava: troppi posti per un così poco spazio e un ambiente limitato, in una città in cui c’era già una vasta gamma di ristoranti e bar, e non c’erano però abbastanza visitatori/turisti da supportare tutte le attività commerciali. Dopo aver cercato investitori in tutta l’isola, finalmente arrivò l’apertura: lunedì 27 ottobre 2014, con un anno circa di ritardo, con 36 stand disposti su due piani, che offrivano cibi provenienti da diverse parti del mondo, come Giappone, Messico, Cuba e Venezuela. Tutto sembrava andare alla grande, infatti durante la Notte Bianca del mese successivo all’apertura, i corridoi erano pieni di clienti e le recensioni erano buone se non ottime, uniche lamentele per i prezzi alti. Il sogno però è durato poco: l’insoddisfazione ha iniziato a diffondersi lentamente, e di conseguenza l’attrito tra i titolari degli stands e il promotore è diventata sempre più evidente. Ma c’erano alcuni dettagli che nessuno conosceva: la società di gestione del mercato, Inversiones Turísticas Bezanilla, aveva accumulato molti arretrati sui pagamenti della bolletta elettrica e dell’acqua, ma anche sull’affitto della casona. La tempesta è scoppiata quando il mercato è stato costretto a chiudere per il taglio delle utenze!!! Quello stesso giorno, inoltre, il Dipartimento dell’Urbanizzazione di La Laguna ne ha ordinato la chiusura per verificare se il locale avesse una decina di requisiti tecnici per la licenza commerciale. Adesso Montesinos si trova ad affrontare una raffica di denunce e richieste di rimborso dal socio e dai commercianti, accusato di presunta frode, appropriazione indebita, amministrazione scorretta. (NdR il solito sogno che diventa incubo, sempre più frequente in una società “arraffona”)

(Franco Leonardi)