Le energie rinnovabili nella capitale possono generare 4.000 posti di lavoro

pag09_Rinnovabili-al-2020Realizzata, per la prima volta, una relazione sull’efficienza energetica della città di Santa Cruz, uno studio che analizza a fondo la possibilità di sviluppo che hanno in città le energie rinnovabili (solare fotovoltaico, biogas, solare termico a bassa temperatura, mini eolico, eolico e biomasse), e gli edifici comunali che possono beneficiare dell’applicazione di questo tipo di energia di nuova generazione. Lo studio pone in evidenza che l’attuazione di queste fonti di energia alternative potrebbe generare circa 4.000 posti di lavoro, anche se la maggior parte sarebbe temporanea. Ben 34 delle 88 società registrate in questo campo sull’isola, il 38% del totale, sono nella capitale. La possibilità di applicazione in edifici esistenti dell’energia solare passiva (architettura bioclimatica) è molto elevata in città, a causa delle caratteristiche strutturali della maggior parte degli edifici stessi. Anche in assenza di dati precisi, è chiaro che ha una elevata capacità di diminuire il consumo associato con l’aria condizionata e il comfort. I 174 edifici comunali analizzati, potrebbero indubbiamente avvantaggiarsi del solare termico a bassa temperatura, il solare fotovoltaico e l’energia eolica attraverso minigeneratori. Anche qui si potrebbero applicare le soluzioni passive solari energetiche (architettura bioclimatica), il che ridurrebbe la domanda di energia.

Per quanto riguarda la possibilità di utilizzare infrastrutture esistenti per l’energia idroelettrica, lo studio è stato limitato all’analisi degli invasi esistenti e la possibilità di integrarvi sistemi idraulici di pompaggio, oppure per la realizzazione di un impianto idroelettrico come quello che si trova sull’isola di El Hierro. Purtroppo, secondo le normative, questo tipo di fonte energetica non è considerata rinnovabile, quindi non potrebbe beneficiare degli incentivi del settore. Dati questi presupposti, analizzando tre possibili luoghi per questo tipo di impianti: la diga di Los Campitos (proprietà della Comunità Autonoma), l’invaso di Tahodio (proprietà privata) e quello di Cuchillo (di proprietà di una comunità di irrigatori), sorvolando su altre complicazioni per struttura proprietaria, investimenti e proprietà, la conclusione dello studio è che la diga di Los Campitos presenta un potenziale di generazione di energia annuale di quasi tre volte superiore a quella della diga di Tahodio. Ma comunque la legge afferma che è il gestore del sistema, in questo caso, la società Red Eléctrica di Spagna, che ha il compito di valutare la redditività di questo investimento che dovrebbe lavorare in parallelo con le centrali di generazione di energia convenzionali. (NdR e quindi sospettiamo che non se ne farà nulla)

(Franco Leonardi)