Cos’è la voluntary disclosure (o collaborazione volontaria)?

pag04_soldi11Con la legge italiana 186/2014, in vigore dal 1/1/2015, è possibile operare una pacificazione tributaria e regolarizzare i capitali posseduti all’estero, senza incorrere nel nuovo reato di autoriciclaggio, che punisce (fra l’altro) con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 10.000 ad euro 100.000 chiunque impieghi i proventi di un delitto non colposo in attività economiche o finanziarie, ovvero li impieghi con finalità speculative; previste pene maggiori invece se i proventi derivano da particolari delitti dolosi. La collaborazione volontaria riguarda le violazioni commesse fino al 30/9/2014 e potrà essere attivata sino al 30/92015. Prima di presentare l’istanza, vanno analizzate tutte le conseguenze che ne derivano, perché la regolarizzazione va fatta per l’intera posizione fiscale del contribuente. La voluntary disclosure deve riguardare tutte le attività estere e le imposte sono dovute in misura piena, ma sono previste riduzioni delle sanzioni e dei termini di accertamento. LA PROCEDURA

Va fatta un’istanza in via telematica e, nei successivi trenta giorni, una relazione accompagnatoria con cui documentare investimenti e attività finanziarie estere, nonché il metodo di calcolo degli imponibili fiscali. Eventuali “dimenticanze” volontarie di attività o investimenti possono compromettere l’efficacia della procedura.

LA DOCUMENTAZIONE

Atti di acquisto immobiliari o altri beni o documentazione finanziaria, documentazione dei valori (con visure, atti, estratti, ecc.).

I BENEFICI

La voluntary fa ridurre molto le sanzioni applicabili per le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale e dichiarativi, soprattutto con riferimento alle attività estere detenute in Paesi non black list come Tenerife. Viene meno inoltre la punibilità per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti, o mediante altri artifizi, per dichiarazione infedele ovvero omessa o, ancora, per omesso versamento di ritenute certificate o di Iva, nonché per riciclaggio e autoriciclaggio.


GLI ACCERTAMENTI

Per Tenerife, deve riguardare quanto meno i periodi d’imposta dal 2010 al 2013. È previsto il raddoppio dei termini, quindi indietro fino al 2004, per l’accertamento delle violazioni della compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi.

RIMPATRIO GIURIDICO PER GLI IMMOBILI

A partire dalla dichiarazione per il periodo d’imposta 2009 (modello Unico 2010), l’obbligo di compilare il quadro RW per gli investimenti esteri riguarda tutti gli investimenti detenuti all’estero che possano anche solo potenzialmente aver prodotto reddito. E’ importante l’ausilio professionale per la presentazione della pratica in Italia perché l’importo da pagare per regolarizzare le violazioni commesse in passato dipende da: localizzazione delle attività, natura giuridica del contribuente (persona fisica, società di capitali, società di persone), categoria dei redditi (fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, di impresa, diversi), imposte dovute (Irpef e addizionali, sostitutive, Irap, Iva, Ires), natura e tipologia delle attività (azioni, obbligazioni, fondi, immobili locati o a disposizione), metodo (forfettario o analitico) utilizzato per la determinazione dei rendimenti finanziari, scelta di trasferire in Italia o di lasciare all’estero il capitale.

(Avvocato Marco Venturi – Presidente di Fidelia Trust Company s.r.l.)