PERIODO DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI?

pag04_photodune-7155257-graphic-design-concepts-in-flat-style-lMODELLI/QUADRI (FISCALI) DICHIARATIVI OBBLIGATORI….Multe salate per le omissioni.

Dopo il buon apprezzamento dei nostri cari lettori per l’articolo del mese scorso, continua il nostro viaggio conoscitivo dell’isola di Tenerife, viaggio fatto di norme e adempimenti tanto odiati da chi vola via dall’Italia per non volerne più sentir parlare, dove però molte volte noi Italiani ci trasferiamo avendo approfondito poco o nulla degli aspetti legati agli obblighi, soprattutto fiscali, che scattano quando varchiamo il confine della nostra “non più tanto amata Italia”.

Il mese scorso parlando di Banche avevamo toccato superficialmente l’argomento dei modelli dichiarativi fiscali, tra l’altro denominate erroneamente dai nostri legislatori come “semplici informazioni”, ma che nascondono, per chi non adempie veri e propri salassi in termini di multe. Quello che andremo ad analizzare non riguarda chi semplicemente si prende una lunga vacanza di alcuni mesi, ma chi si trasferisce, o ha l’intenzione di farlo in maniera definitiva.

Analizziamo meglio la questione dividendo la nostra permanenza sull’isola in due fasi, dove la prima riguarda il momento in cui aprendo un conto corrente (già ampiamente spiegato il mese scorso) e comunicato alla banca che lo stesso è un conto per residenti stabili (quindi sarà trattato fiscalmente come tale) e la seconda fase che riguarda lo spostamento della residenza fiscale vera e propria dall’Italia.

Questo approfondimento, non ha la presunzione né lo scopo di consigliare “il da farsi” nel caso specifico di ognuno, in quanto quello che vedremo e la sua applicazione dipende dai tempi in cui si è fatto il trasferimento, il tempo di permanenza durante l’anno fiscale, le modalità e non ultimo il trasferimento definitivo della nostra residenza fiscale (da non confondere assolutamente con quella anagrafica), perché ognuno di noi, supportato da un buon consulente, che io consiglio vivamente, potrà analizzare al meglio e adempiere ai propri obblighi; lo scopo di questo articolo è quello di informare in linea generale e far scattare un campanello di allarme per approfondire la propria situazione (troppo spesso superficialmente trascurata) per non sottovalutare i rischi di inadempienza delle norme, così da vivere e restare sereni su questa meravigliosa isola da noi tanto amata.

La prima fase, cioè quando iniziamo a trasferire i soldi sull’isola tramite il nostro nuovo conto corrente, automaticamente abbiamo degli obblighi nei confronti del fisco Italiano e dobbiamo tassativamente informare la nostra “amata” Agenzia delle Entrate di tutto quello che abbiamo fatto durante l’esercizio fiscale corrente.


Spiegando meglio, quando saremo nel periodo della dichiarazione dei redditi (riferito all’ultima dichiarazione dei redditi italiana), abbiamo l’obbligo di informare l’Agenzia delle Entrate dei nostri “ATTIVI” che abbiamo trasferito sull’isola di Tenerife (quindi occhio ai trasferimenti di contante) e degli eventuali immobili qui acquistati, tramite la compilazione del “quadro RW” della dichiarazione stessa (il termine ultimo coincide con la dichiarazione dei redditi)

Molti si chiederanno il perché visto che sono residenti a Tenerife e la dichiarazione la presenteranno alla Spagna e la risposta è che finché lo Stato Italiano non sarà informato dello spostamento del centro dei vostri affari economici (Iscrizione AIRE e altre prove certificate), lo Stato Italiano vi considera sempre contribuenti Italiani e lo stesso vale per la Spagna che dal Momento dell’ottenimento del Numero identificativo fiscale e della residenza stabile superiore ai 6 mesi, vi considera contribuenti spagnoli.

In realtà sembra molto contorto, ma non è così, infatti il fisco, sia Italiano che Spagnolo, ha il diritto di far contribuire il contribuente (scusate il gioco di parole) per il fatto che lo stesso usufruisca dei servizi territoriali (in primis sanitario), quindi se uno ha una doppia residenza fiscale, avrà un doppio obbligo contributivo (anche se lo stesso non trova norma fiscale che lo stabilisce, ma è l’omissione informativa del contribuente la causa del doppio obbligo).

L’obbligo nei confronti della Spagna inizia quando avremmo soggiornato in maniera stabile oltre i 6 mesi dell’anno fiscale in corso (attenzione alle frazioni dell’anno corrente) e questo comporterà l’obbligo di comunicare alla Spagna quello che ancora si possiede in Italia tramite l’apposito modello “720” che va redatto e inoltrato entro i primi tre mesi dell’anno fiscale successivo al trasferimento (differisce con l’Italia nei tempi della presentazione e negli importi minimi da dichiarare).

Questi Modelli/Quadri (questo vale per tutti i paesi europei) hanno in pratica tre sottoinsiemi dichiarativi che fotografano a mezzo del contribuente (dichiarazione spontanea obbligatoria), dove il primo riguarda i contanti in conto corrente, il secondo gli investimenti finanziari e il terzo gli immobili detenuti.

Quello che differisce tra i vari Stati sono gli importi minimi da dichiarare e nel caso specifico l’Italia ha un limite più basso per ogni comparto ed è di euro 10.000, mentre la Spagna lo ha più alto ed è di euro 50.000.

Stiamo molto attenti alle omissioni, perché in caso di accertamento le multe sono salatissime e variano da paese a paese e vanno da un minimo di 10.000 a comparto omesso (per la Spagna) ad un massimo ancora non definito per l’Italia. L’Italia come sempre si distingue in quanto pochi anni fa è stata multata dall’Europa per delle multe per omissione di oltre il 110% del valore non dichiarato, quindi una follia, perché molti si sono trovati delle multe su valori immobiliari non dichiarati pari a oltre il doppio del prezzo di acquisto).

Ultima informazione, ma non meno importante: Finché non comunicherete all’Italia la vostra intenzione di risiedere all’estero per un periodo prolungato e di spostare il centro dei vostri affari economici, per l’Italia sarete sempre considerati contribuenti italiani e tutto ciò che guadagnerete all’estero potrà essere soggetto a tassazione italiana.

Per concludere, come sempre dico, quanto sopra detto sono solo dei consigli, ma ognuno in base alle proprie esigenze, ai propri averi, al proprio passato e a come intende vivere il proprio presente sull’isola, è libero di attuare le proprie scelte consapevoli e indipendenti da quanto suggerito.

Buona nuova vita a tutti su questa meravigliosa isola.

Peter Funari

Funari Global Consulting