Trilogia delle antiche Divinità Guanche

pag30_guancheQuesto mese l’arca del mistero finisce la trilogia degli articoli relativi alla nostra teoria sulle antiche Divinità Guanche, e per questo inizieremo subito la navigazione dal punto dove abbiamo terminato il viaggio il mese precedente. L’episodio della cattura di Magek potrebbe essere letto sotto una chiave più tecnologica e meno teologica, dando così una visione piuttosto diversa e con molto più senso logico. Prima di tutto consideriamo il luogo dove si trova il cattivo della storia, Guayota. Un luogo sotto terra, vicino al magma vulcanico e con molti esseri di forma e caratteristiche diverse tra loro, questo porta alla conclusione che si tratti di un luogo ampio, e forse una città sotterranea, dove per vivere si è obbligati ad utilizzare una tecnologia alimentata dal calore del magma, qualcosa di simile alla teoria della terra vuota ma a pochi chilometri dalla superficie. La discesa di Cachiraxi potremmo paragonarla alla discesa di una nave spaziale vista in tanti film di fiction. Alcuni di questi fenomeni sono spiegabili realmente dalla scienza moderna. Le nubi circolari si formano per il riscaldamento ed evaporazione delle molecole di acqua intorno a una nave in approssimazione alla stratosfera, una cosa simile accadeva anche intorno allo shuttle in fase di rientro, trasformandosi in una scia dovuta al volo rettilineo, mentre in caduta verticale formerebbe delle nubi, e se la nave avesse una rotazione circolare farebbe muovere queste nuvole a spirale.  Inoltre Magek risale al cielo immerso in una colonna di luce che potremmo considerare una sorta di raggio trattore o, come affermano alcune teorie quantiche, una solidificazione della luce. Achaman creatore dell’uomo e degli altri dei, potrebbe essere un genetista alieno che tramite esperimenti con animali terrestri abbia creato un essere senziente, oltre a creare o costruire altri esseri o macchine tecnologiche per controllare la sua opera. Una sorta degli dei Anunachi dell’antica Sumeria, le cui vicende sono state narrate da Zacarias Sitchin e altri. I Tibicela, cani neri di grandi dimensioni ed occhi rossi, potrebbero essere molto simili a Cerbero, guardiano dell’inframondo della narrazione cattolica, o ai Chupacabra delle tradizioni latino americane. Secondo la nostra visione gli eventi si traducono in una lotta tra due esseri di provenienza extraterrestre o comunque extradimensionale, creati o generati da una razza superiore a loro. Guayota scacciato dallo spazio e relegato in un vulcano sarebbe un galeotto di una civiltà di tipo 2, che lo reclude sotto terra con le tecnologie proprie di una civiltà di grado 1 secondo la scala di Kardashov, e per questo impossibilitato a tornare nello spazio per assenza di risorse. Magek a bordo della sua nave ammiraglia Cachiraxi era semplicemente il carceriere con la funzione di controllare il prigioniero più importante e tutti i suoi accoliti. A causa di una rivolta e usando una sorta di arma ad energia tellurica, i prigionieri riescono a danneggiare la nave obbligandola a entrare nell’atmosfera terrestre e ad inviare un messaggio di soccorso ai creatori. Magek si trova così obbligato a scendere all’interno del vulcano per cercare di mediare e sedare gli scontri. Fallendo nel suo tentativo di civilizzazione, ai creatori non resta che tornare sulla terra e rimettere ordine, riportando Magek sulla sua nave mediante un raggio trattore luminico e chiudendo per sempre l’entrata alla città prigione sotterranea. I Guanche, poveri spettatori degli eventi e delle lotte, non sapendo come interpretare tutti questi fenomeni così fuori dalla loro vita quotidiana, iniziarono a tramandare nella loro mitologia una visione umana dei fatti.

(Gohan Scroffernecher)