Una macchina da soldi e non solo

pag07_imagenes_ITER-Inauguracion_Superordenador-red_480a0f25Uno dei progetti tecnologici guidati e sostenuti, soprattutto dal punto di vista economico, da parte del Cabildo di Tenerife è quello chiamato Alix, che si compone di tre strutture: il Data Center (NAP), il cavo sottomarino (gestito da Canalink) e l’anello in fibra terrestre (IT3). Di questi, il più redditizio per ora è il cavo sottomarino, che già collega l’isola alla penisola spagnola, a La Palma, a Gran Canaria e di recente all’Africa. Si sottolinea che i ricavi provenienti dai due principali clienti (Vodafone e Orange) ammontano a 14 milioni di euro, ma gran parte di questo importo (6,5 milioni) è destinata a spese, come il costo delle linee ridondanti, per avere un’alternativa in caso di caduta del cavo Canalink. Man mano che passano gli anni i profitti crescono perché i clienti utilizzano maggiormente la capacità del cavo, e nei prossimi anni tale importo salirà ulteriormente dopo il recente collegamento al cavo ACE, che collega la Bretagna francese con 21 paesi della costa occidentale africana. La rete terrestre in fibra ottica, che in questo periodo si è iniziato a distribuire tra La Laguna e Adeje, è gestita dall’ente IT3, e ha già generato lo scorso anno un utile di 600.000 euro. Questi fondi sono utilizzati per il miglioramento e l’espansione di questa infrastruttura, che andrà a formare un vero e proprio anello intorno all’isola, e ad ammortizzare gli investimenti fatti.

L’ultimo componente del progetto Alix è il Data Center (NAP), i cui conti sono oggi in sostanziale equilibrio, perché il canone tratto dai suoi clienti viene usato principalmente per finanziare il debito contratto per la sua costruzione e pagare le spese di gestione. Attualmente il Data Center ospita sostanzialmente cinque clienti (Telefonica, Orange, Vodafone, BT e Yoigo) e una parte dei servizi del Cabildo. In realtà, l’obiettivo è che tutti i centri che dipendono dall’istituzione insulare vengano presto collegati a questa infrastruttura, cosa che in futuro consentirà notevoli risparmi finanziari per le comunicazioni, come la telefonia. Questa infrastruttura è prevista decollare economicamente negli anni a venire, una volta che tutto l’anello in fibra terrestre sarà operativo.

Anche se non è ancora a pieno regime, da quando sono state attivate le infrastrutture di telecomunicazione che lo compongono, nel 2011, il fatturato di questa entità è aumentato. I profitti nel 2012 sono stati pari a 2,3 milioni di euro, per poi salire a 2,9 milioni di euro nell’anno successivo, mentre lo scorso anno gli utili totali dei tre rami che compongono Alix sono arrivati già a circa 3.600.000 euro. Questo progetto è autosufficiente, visto che i ricavi generati sono utilizzati non solo per finanziare la sua attuazione, ma anche per espandere nei prossimi anni la rete. Le tre gambe che compongono il progetto Alix sono complementari, per cui una volta che saranno tutte a pieno regime ci sarà un deciso aumento dei ricavi.

(Michele Zanin)