Una cartolina da…

pag07_57188823Quando Bina mi ha proposto di occuparmi di questa rubrica ho accettato con entusiasmo, felice di poter condividere in qualche modo una grande passione che purtroppo, per quelle scelte bizzarre che talvolta si fanno nella vita, non è mai diventata mestiere.

Non sono una cuoca e non so nulla di cucina canaria. Del resto anche le magie della cucina italiana, quelle che per esempio trasformano quattro pescetti in un sublime cacciucco, mi limito ad osservarle con riverenza e meraviglia, sempre pronta però a gustarne con immensa gioia i risultati. Sono cresciuta in una grande cucina, quella di mia madre, chef di professione, ma prima ancora donna portentosa ed instancabile, di quella generazione forgiata vicino ai focolari delle case di campagna in tempo di guerra. Tra i suoi fornelli ho affinato le papille, imparando a riconoscere la perfezione dei sapori del mangiare tradizionale, un’alchimia che però non sarò mai in grado di riprodurre.

L’altra mia grande passione sono i viaggi. Ma intesi proprio come conoscenza di popoli e culture, meglio se viaggi “senza volo”, non solo per la mia ancestrale avversione per il mezzo di trasporto alato, ma anche perché il viaggio senza volo mi avvicina alla meta con lentezza, regalandomi il piacere dell’attesa e della scoperta dei paesaggi e delle architetture che cambiano. Ecco allora che se aprissi un locale tutto mio non sarebbe un ristorante, sarebbe una “Bakery”, o piuttosto un “Café” come si intende nel mondo anglosassone, dove potermi sbizzarrire con quiche, muffin dolci e salati, insalate esotiche, club sandwich e hamburger di ogni tipo, smørrebrød danesi, couscous marocchini, Köfte e baklava mediorientali, bignè, pasticcini e torte, tante tante torte.

LUGLIO, LA TOSCANA E IL GIRASOLE

Questo mese vi mando una cartolina dalla mia Toscana, la terra di Giotto, di Leonardo e del Botticelli, dove nelle campagne si possono ammirare spettacolari campi di girasole in piena fioritura, circondati da verdi colline. Un paesaggio di una bellezza infinita, che sembra essersi fermato agli splendori del Rinascimento e che da secoli fa innamorare artisti e viaggiatori di ogni tempo e luogo.

Il Girasole farcito sarà perfetto per fare bella figura in una cena con gli amici, fatta di cose sfiziose e fresche, ma starà benone anche sul buffet per un evento particolare. Personalizzatelo con i ripieni che vi piacciono e pensatelo anche in versione dolce (ricotta e pere, nutella?).


Vi serviranno:

  • 2 confezioni di pasta sfoglia rotonda

Il composto per il ripieno dei petali:

  • 450 g di ricotta
  • 100 g di zucchine già trifolate
  • 40 g di grana grattugiato
  • 1 uovo intero
  • 2 cucchiaini di pesto
  • Sale, pepe, noce moscata

Per il ripieno del centro:

  • 1 patata media tagliata finemente con il pelapatate
  • 100 g di porro stufato a striscioline
  • 50 g di prosciutto cotto (o speck per un sapore più deciso)

Posizionate il primo disco di sfoglia sulla placca del forno, con la sua carta di protezione.

Con una scodella rotonda rovesciata, tipo una tazzona da caffellatte, fate l’impronta al centro. Dentro questa sagoma dovrete disporre il primo strato di patate a fettine, conditele con sale e pepe, distribuite sopra il porro, poi ancora uno strato di patate, uno di porro e infine il prosciutto. Cercate di dare al tutto una forma semisferica.

Con il cucchiaio, o con la sacca da pasticcere se siete perfezionisti, distribuite il ripieno di ricotta lungo la circonferenza del disco, lasciando un bordo per la chiusura.

Appoggiate ora il secondo disco di sfoglia facendo combaciare i bordi. Non abbiate esitazioni, prendete a occhio la misura e via con decisione, o rischiate di fare un pasticcio facendo appiccicare tutto. Con le mani date la forma all’anello esterno facendo uscire l’aria, bucherellate la pasta sul bottone centrale e riposizionate la scodella rovesciata per evidenziarne la forma. Mettete tutto nel congelatore per almeno mezz’ora.  Ma non di più! Vogliamo solo che la preparazione risulti ben solida e che il ripieno non fuoriesca da tutte le parti quanto taglieremo i petali.

A questo punto procedete con il taglio dei petali. I tagli vanno fatti fino al bordo della scodella e alla distanza di circa 2 centimetri uno dall’altro. Completato il giro, prendere i petali uno ad uno e torcerli, tutti nello stesso verso, fino a che il ripieno non sarà a faccia sopra.

Spennellate ora il bottone con tuorlo d’uovo sbattuto (potete aggiungere un po’ di paprika dolce per dargli una bella colorazione rossa) e cospargetelo di semi, infine una leggera spolverata di grana sui petali. E ora tutto in forno a 200 gradi per 35-40 minuti.

Buon Luglio a tutti voi!

(Silvia Colombini)