La morte di John Palmer

palmerJohn Palmer, soprannominato anche Goldfinger per il suo sospetto collegamento con la leggendaria rapina di lingotti d’oro avvenuta nel 1983 in Gran Bretagna, che si dice abbia guadagnato 300.000.000 di sterline dalle sue attività criminali, in primis la rete fraudolenta di multiproprietà a Tenerife, è stato trovato morto nella sua casa in Inghilterra. Inizialmente si era pensato a un attacco cardiaco, ma la polizia ora parla di colpi d’arma da fuoco al petto ed è stata avviata un’indagine per omicidio. Il 64enne Palmer, dopo aver passato un po’ di tempo in prigione per aver truffato migliaia di proprietari di multiproprietà, stava lottando per evitare l’estradizione in Spagna dove avrebbe dovuto rispondere ad altre accuse di frode. La polizia spagnola dice che il suo impero di multiproprietà è stato costruito su intimidazioni e violenze, e che lui e i suoi collaboratori sono stati coinvolti in racket, estorsioni e riciclaggio di denaro. Sotto inchiesta anche i suoi possibili legami con i brutali omicidi a Tenerife di due dei suoi ex dipendenti dell’affare delle multiproprietà, Billy e Florence Robinson, avvenuti nel 2006. Per alcuni media britannici la sua morte è l’esecuzione di un killer.