Divorziare con meno di CENTO euro, in Spagna è possibile!

pag04_divorzio_famiglia_figli-615x380In Spagna, dal 23 luglio 2015, le persone che vogliono divorziare possono andare dal notaio e farlo pagando 95 euro. E dal 2017, con la stessa tariffa, si potranno celebrare anche i matrimoni. In caso di divorzio, la regola è valida solo quando la separazione è consensuale, senza figli a carico o persone con disabilità coinvolte, altrimenti è necessario rivolgersi al giudice.

La legge delega ai 3.000 notai e 1.000 registratori spagnoli -che fanno pagare una tariffa fissata dal governo- parte dei procedimenti non conflittuali ora risolti nei tribunali, come quelli relativi alla successione o i conflitti minori nelle società. Nel caso di matrimoni e divorzi, il cambiamento per i cittadini è volontario, cioè possono continuare a sposarsi davanti a un sacerdote, un giudice o il sindaco, o farlo davanti al notaio. Un emendamento parlamentare del Partido Popular estende anche la possibilità di sposarsi e divorziare davanti ai “secretarios judiciales“ (NdR come i nostri cancellieri), essendo entrambe le procedure gratuite.

La legge eleva anche l’età minima per il matrimonio, dai 14 ai 16 anni, la stessa età di quella del consenso sessuale, eliminando la possibilità che un ragazzo possa emanciparsi a 14 anni per sposarsi, com’era finora. La legge riconosce anche gli effetti civili dei matrimoni celebrati con riti buddisti, mormoni, ortodossi e dei Testimoni di Geova, come già per la religione cristiana, musulmana ed ebraica.

L’idea di questa legge è nata nel 2012, introdotta come una soluzione per “decongestionare i tribunali” dal Ministro della Giustizia, che aveva peraltro negato che l’intenzione fosse quella di generare business per i notai, un settore che con il calo delle vendite di case aveva visto diminuire l’attività. Essa disciplina i casi in cui non vi è alcun conflitto diretto tra le due parti, ma una necessità del cittadino di ottenere un ordine del tribunale per esercitare un diritto o raggiungere un accordo. Su nove milioni di casi giudiziari che vanno in tribunale, ci sono circa 50.000 procedimenti all’anno di questo tipo, e si stima che oltre un terzo andranno a notai e cancellieri.

(Franco Leonardi)