La Candelaria s’impegna per ridurre l’attesa

Gli ospedali di riferimento sull’isola di Tenerife hanno optato per politiche completamente opposte al momento di pianificare l’estate incombente. Quindi, anche se da parte del Ministero della Salute del Governo delle Canarie insistono sul fatto che la situazione sarà simile a quella degli ultimi anni, i professionisti e i sindacati hanno confermato che, mentre presso l’Ospedale Universitario delle Isole Canarie (HUC) inizieranno lavori di manutenzione che costringeranno al blocco provvisorio delle camere in quattro piani, nell’ospedale di La Candelaria (HUNSC) si sta esaminando la possibilità che per la prima volta dopo tanto tempo non si chiuda nessuna unità nei prossimi mesi.

In realtà, la Direzione dell’Ospedale della Candelaria si è posta come priorità di ridurre la lista d’attesa chirurgica nel periodo compreso tra giugno e ottobre, motivo per cui si intensificherà l’attività pomeridiana e serale in otto sale operatorie. Si sta preparando il personale infermieristico e si sta organizzando l’assunzione di medici per aumentare l’attività e ridurre così le attese. Si contempla solo la possibilità di chiudere quattro unità di ricovero nei mesi di luglio e agosto se si vedrà un calo significativo delle presenze, pur mantenendo l’attività nelle sale operatorie. I professionisti, però, stanno spingendo per evitare che si possano arrivare a chiudere le unità, perché considerano che se si vedesse aumentare il carico di lavoro, è più complesso il riavvio dell’attività in un’unità chiusa, con conseguenti danni per gli utenti e per il personale, che deve far fronte ai cambiamenti nei gruppi di lavoro, dei turni, delle guardie, e così via.

Nel caso dell’Ospedale Universitario de Canarias, la gestione ha chiarito che non ci sarà nessuna chiusura di posti letto, perché le risorse sono sempre disponibili. In estate, l’organizzazione dei posti letto permette, in qualsiasi momento e con effetto immediato, l’aumento delle risorse, quando necessario. In questa stagione si effettua tradizionalmente una ristrutturazione dei servizi, riorganizzando le risorse, adeguando il numero di posti letto per i bisogni sanitari di ogni momento che, nel caso dell’estate, coincide con il calo dell’afflusso al pronto soccorso, la minor necessità di ricoveri ospedalieri e la pianificazione delle vacanze a cui ha diritto il personale degli ospedali, parametri su cui si studia la riorganizzazione di tutte le risorse. Questo viene fatto puntando sulla sostenibilità del sistema, garantendo comunque la qualità delle cure per tutti i pazienti.

(Franco Leonardi)