Dai Tajinastes alla palma, le piante delle Canarie che “invadono” il pianeta

pag15_Chamaecytisus palmensisSi parla molto del problema posto da piante introdotte nelle isole Canarie, come i cactus, la “coda di gatto” e il velenoso ricino, e che in alcuni luoghi sono considerate un “vero flagello”, ma di contro ci sono anche le piante endemiche delle Isole che per vari motivi sono state esportate in tutto il pianeta.

Tajinastes e Verodes, margherite e sempreverdi, fino al più grande simbolo vegetale dell’arcipelago, la palma, e alla fine più di 30 piante endemiche delle Canarie si sono diffuse in tutto il pianeta e crescono spontaneamente in luoghi come la zona cilena della strada Panamericana e la costa della California.

Sono principalmente piante ornamentali e da foraggio diffuse in tutto il mondo, dall’Australia e dalla Nuova Zelanda agli Stati Uniti, il Sudafrica e diversi paesi europei. In termini di piante ornamentali, sono le specie più pregiate nel giardinaggio e hanno variato nel corso del tempo. Fra queste, la margherita bianca (Argyranthemum frutescens), specie rustica e forte presente in tutte le isole eccetto Fuerteventura. Questa margherita si trova ovunque, dalla parte cilena della Panamericana fino a Giappone, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Altre piante presenti in tutto il mondo, e che sorprendono per la grande infiorescenza, sono le specie di Tajinaste canario dai fiori rossi del Teide, quello dai fiori blu di La Palma, che è molto “aggressivo” nelle aree più calde del sud-est dell’Inghilterra, e quello dai fiori bianchi di Anaga, ormai un flagello in alcune zone del Sud Africa. Anche i verode (Kleinia neriifolia) o le crassulacee del genere Aeonium sono molto diffuse in tutto il mondo e particolarmente in Nuova Zelanda e nella California, dove esistono diverse specie selvatiche da San Francisco a San Diego. La periferia di Los Angeles è piena di verodes, e in California abbondano le sempreverdi arbustive, tra cui un tipo esclusivo di Masca che, nel suo habitat originale, un burrone basaltico, non arriva a 200 esemplari in meno di 2 chilometri quadrati. Questa pianta ha raggiunto la diffusione di una pianta infestante nelle zone costiere della California, in aree di vecchie dune di sabbia consolidate come quelle di Santa Mónica o Laguna Beach, il che dimostra la sua capacità di adattamento. Oltre ai viaggiatori che trasportano nei loro paesi piante proprie delle isole, una persona che aveva inviato molti semi canari all’estero è stato il Dr. Jorge (George) Pérez Ventoso, figlio del medico Víctor Pérez, che ha curato molti stranieri a Puerto de la Cruz. Nei primi decenni del XX secolo, Jorge Pérez inviò semi di piante canarie in Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia, dato il suo grande rapporto con la colonia britannica nell’arcipelago. Già in precedenza il padre, il medico Víctor Pérez, aveva inviato campioni di un’eccellente pianta da foraggio, il tagasaste di La Palma (Chamaecytisus palmensis) in Inghilterra e poi in Australia, dove attualmente occupa una superficie di oltre centomila ettari di coltivazioni, un’area più grande delle isole di La Palma e El Hierro messe assieme. Il Tagasaste è anche “fuggito” dalle sue aree di coltura australiana e ha occupato altre zone, quindi è decisamente una pianta aggressiva. Ma la più invasiva di tutte, perché cresce ovunque e si identifica in tutte le lingue con il termine “canario” è il simbolo vegetale più importante dell’arcipelago, la palma canaria (Phoenix canariensis), che si trova in tutti gli elenchi delle piante pericolose, soprattutto per la tossicità delle sue spine.

(Franco Leonardi)