Il Trust

pag05_trust_img3Dopo gli articoli sulla Voluntary Disclosure pubblicati nei mesi di giugno e luglio su questo giornale, che informavano sulle possibilità di dichiarare i patrimoni e i redditi esteri fino al 30 settembre sfruttando le sanzioni ridotte previste dalla normativa italiana, torniamo sull’argomento della detenzione legittima dei patrimoni esteri, parlando del Trust. Definizione e origini: Il Trust, letteralmente “affidamento”, è un istituto che nasce nei paesi anglosassoni al tempo delle crociate, quando i signori feudali si spostavano in Terra Santa per lunghi periodi, intestando fiduciariamente ad un conoscente i beni da destinare alla soddisfazione dei bisogni della famiglia del crociato, con regole da questi prefissate. E’ uno strumento giuridico che, nell’interesse di uno o più beneficiari o per uno specifico scopo, permette di detenere un determinato patrimonio in maniera separata da quello personale; il Trust ha quindi un effetto segregativo per quei beni che sono conferiti al suo interno. Soggetti del Trust e funzionamento: Sono generalmente tre: il disponente (Settlor), cioè colui che promuove/istituisce il trust (e vi conferisce un determinato patrimonio); l’amministratore/gestore (Trustee), che è la persona fisica o giuridica (in genere una trust company professionale) a cui il disponente affida beni mobili o immobili e che ha il potere e dovere di gestirli secondo le “regole” del trust fissate dal disponente; il/i beneficiario/i, che possono essere beneficiari del reddito (coloro i quali ricevono i frutti dei beni in trust, come ad esempio i redditi da locazione se nel trust viene messo un immobile a frutto o una società immobiliare) e/o beneficiari del Fondo (che sono invece coloro ai quali verranno trasferiti i beni una volta sopraggiunto il termine finale del trust; termine che viene fatto spesso coincidere con la morte del disponente ma può anche essere diverso, secondo la volontà del disponente, cosicché per esempio un patrimonio rimanga in questa “cassaforte di famiglia” anche dopo la successione ereditaria); vi è infine un soggetto eventuale che è il guardiano (Protector) che ha il compito di controllare la correttezza della gestione dell’amministratore (Trustee). Utilizzi e scopi del Trust per i patrimoni esteri: Gli utilizzi e gli scopi più frequenti del trust si rinvengono nel passaggio generazionale dei beni o delle quote di società, nella tutela dei soggetti più deboli, nella tutela delle situazioni di fatto quali le convivenze, nella pianificazione e sistemazione di interessi patrimoniali e reddituali della famiglia, oppure con funzione di garanzia in luogo delle fidejussioni. Coloro che volessero istituire in Italia un trust per la detenzione del patrimonio estero, come per esempio quello detenuto a Tenerife, potrebbero avere diversi vantaggi, in quanto: i loro eredi non avrebbero bisogno di presentare una denuncia di successione in Spagna; i beni conferiti in trust verrebbero amministrati da un amministratore scelto dai disponenti, sia nel corso della loro vecchiaia che dopo la loro morte, fino al termine da loro stessi deciso nell’atto istitutivo di trust; si occuperebbe l’amministratore del trust di presentare tutti i dichiarativi fiscali e tributari, sollevando i disponenti da questo impegno e potendo continuare le collaborazioni già in essere coi professionisti spagnoli di fiducia della famiglia; i beni conferiti in trust sarebbero segregati, e quindi impignorabili, salvo naturalmente i casi di revocatoria per operazioni in frode; gli utili prodotti dalle società estere conferite in trust potrebbero essere riportati più serenamente in patria, se i beneficiari ne avessero necessità, in quanto questi utili non sarebbero cumulabili con il reddito dei disponenti o dei beneficiari.

(Avvocato Marco Venturi Presidente di Fidelia Trust Company S.r.l.)