La diffamazione in Spagna, aspetti giuridici

pag04_Facebook2Per diffamazione si intende generalmente una condotta mirante ad offendere e/o screditare la reputazione di una persona. E’ chiaramente una condotta anti-giuridica, anche di connotazione penale, che si può commettere attraverso molteplici canali di comunicazione come radio, televisione, stampa e, soprattutto nell’ultimo decennio, reti sociali. A quanto pare navigando in internet è più facile dimenticare che il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni finisce quando comincia il diritto del prossimo di veder rispettato il suo onore e la sua buona reputazione e, soprattutto, è più facile generare conseguenze devastatrici per chi è diffamato: infatti, l’anonimato e la facilità con la quale si può agire in rete fanno sì che qualunque impresa o individuo possa diffondere dicerie false su altre persone o imprese e che tali dicerie si diffondano ad una velocità impressionante. Le contromisure che si possono prendere per eliminare i commenti una volta pubblicati si riducono, nella maggior parte dei casi, al risarcimento dei danni prodotti ed evitando una maggiore propagazione degli stessi. Concretamente, secondo il diritto spagnolo che azioni possiamo intraprendere per cercare di riparare il danno che c’è stato causato? Certamente possiamo intraprendere azioni legali in ambito civile sollecitando che si dichiari la lesione del diritto all’onore e reclamando la quantità necessaria ad indennizzare i possibili danni causati dalla diffamazione. Possiamo, altresì, intraprendere un’azione penale attraverso la quale sollecitare sia la quantità indennitaria a titolo di responsabilità civile sia, a seconda del caso specifico, una pena detentiva o pecuniaria per l’autore dell’atto diffamatorio. Infatti rispettivamente il delitto di ingiuria, inteso come azione o espressione che lede la dignità di un’altra persona, e quello di calunnia, intesa come l’attribuzione di un delitto ad una persona fatto con conoscenza della sua falsità o con temerario disprezzo della verità, sono l’equivalente in ambito penale ai termini di diffamazione o lesione dell’onore nella sfera civile (Códico Penal, artt. 205-216). Poiché la via penale permette che possano definirsi in uno stesso procedimento tanto le questioni civili come le responsabilità penali, che nel caso delle calunnie comportano da  sei mesi a due anni di prigione o una multa da pagarsi nell’arco massimo di ventiquattro mesi, e nel caso delle ingiurie una multa da pagarsi nell’arco massimo di quattordici mesi, chissà risulti la via più conveniente per perseguire le diffamazioni perpetrate in rete; tuttavia  espone colui che avvia l’azione legale ad un problema di non poco conto: la lentezza procedurale. Inoltre, in merito al risarcimento del danno prodotto, la responsabilità in tal senso non si limita all’autore delle espressioni diffamatorie ma, secondo quanto stabilito negli articoli 13 e seguenti della Ley 34/2002, de 11 de julio, de servicios de la sociedad de la información y de comercio electrónico, come nell’articolo 212 del Código Penal, si può estendere anche ai  prestatori dei servizi usati come canali per la diffamazione, cioè i  webmasters di un foro, i bloggers, i proprietari di una pagina web ecc. Tuttavia, nonostante sia possibile ricorrere ad azioni civili e penali per difendere il nostro diritto all’onore ed ottenere un’indennità per i danni conseguenti alla pubblicazione in internet di informazioni false o insultanti sul nostro conto o riguardo la nostra attività, non c’è dubbio che la propagazione rapida e di massa che internet consente a qualsiasi tipo di informazione renda estremamente difficile eliminare alla radice e definitivamente le conseguenze di un commento diffamatorio. Si tratta dell’ennesima dimostrazione della potenza e pericolosità di questo strumento virtuale.

(Avv. Elena Oldani)