un’Italia tutta precisina

dogana-como1Quando si dice l’efficienza delle dogane c’è poco da scherzare….

Io e mia moglie ci stavamo recando in Svizzera per motivi di lavoro passando dal confine Italo-Svizzero di Como-Chiasso. Arrivati in dogana prepariamo i documenti d’identità come consuetudine e arrivati innanzi ad un giovane finanziere ci viene chiesto dove andiamo e per quale motivo. Rispondiamo e ci viene posta un’altra domanda e nello specifico se abbiamo qualcosa da dichiarare. Rispondiamo dicendo che abbiamo qualche contante nel portafogli. Il premuroso finanziere ci chiede di accostare l’auto e ci fa scendere iniziando a perquisire l’auto poi mi chiede se ho altro da dichiarare e dico che ho un assegno nel portafogli di un migliaio di euro. Ci chiede di farcelo vedere e ci contesta che è postdatato a circa 20 gg avanti. Gli rispondo che si tratta di un assegno di una vendita della mia vecchia autovettura e che il nuovo acquirente nonché caro amico mi aveva chiesto se potevo accettare un assegno poco spostato in avanti in quanto doveva riscuotere lo stipendio. Logicamente acconsento anche perché penso che se non ci si aiuti tra amici…

Nonostante questo ci chiede di seguirlo in ufficio dove uno alla volta e separatamente ci fanno entrare in un piccolo ufficio dove ci fanno svuotare tutte le tasche, aprire tutte le borse e portafogli e controllare tutto. Poi ci rifanno accomodare fuori e dopo circa 30 minuti di attesa ci chiamano dicendo che stileranno un verbale di contestazione dell’assegno e che arriverà una multa di circa 110 euro alla persona che ha emesso l’assegno. A questo punto espongo il mio disappunto in quanto non contesto il fatto che loro non possano fare questo, ma contesto il fatto che spontaneamente ho dichiarato l’assegno e che in una Italia così malmessa i controlli sarebbero ben altri da fare e che magari nel frattempo varie macchine sono passate cariche di dollaroni. Loro ribadiscono che assegno postdatato equivale ad evadere i bolli. Ecco quindi il perché di tutto. Il nostro bello Stato ammette emissione di pagamenti anche molto lunghi ma con cambiali che vanno munite di bollo, quindi incassi per lo Stato, mentre per gli assegni  è impensabile dare una mano ad un amico in quanto non pago i bolli. Mentre stiamo per chiudere la vertenza “pacificamente” una signora arriva allo sportello chiedendo di apporre i timbri doganali in acquisti da lei fatti. La doganiera chiede di far vedere tutti gli articoli comprati imballati e integri e purtroppo per la signora mancano un paio di scarpe che ha dimenticato. A questo punto quindi la Signora chiede alla Doganiera di escludere dal timbro doganale solo la spesa inerente a quel paio di scarpe ma la Doganiera molto ligia al suo dovere riferisce di non potere apporre i timbri a tutto lo scontrino. Così la signora se ne esce sbottando. Voglio fare un plauso sincero all’operatività della dogana e alla professionalità, ma purtroppo come oramai succede troppo spesso nell’ex Bel Paese chi viene controllato, sanzionato e mazziato sono sempre i piccoli e normali individui che in buona fede chiedono “aiuto” al loro Stato. Penso che il buon senso e la ragione debbano essere sempre ponderati da situazione a situazione.

(R.M.)