Alla scoperta dei segreti dell’isola di Tenerife

pag24_casa del vinoa cura di Luigi Prosperi e Franco Leonardi

Franco ed io decidiamo di andare alla scoperta dei luoghi più nascosti dell’isola, analizzando la cartina decidiamo per la Montana Colonada nella zona tra Guia de Isora ed Adeje. Ci imbarchiamo nel Jeep Wrangler e inforchiamo la strada per Guia de Isora, percorso con ottimo fondo stradale, peraltro attraversato da zone rocciose e barranchi bellissimi. Nei pressi del distributore della DIA voltiamo a destra seguendo l’indicazione “Tijoco de Arriba“, strada fortemente in salita ma ben percorribile. Contornano il nostro viaggio case tipiche canarie sparse, oltre a ville moderne di buon livello architettonico. Incantati dal tipico paesaggio collinare dell’isola, ci soffermiamo a gustare un fico d’india del luogo, di colore giallo e rosso, non sono eccessivamente grossi come i siciliani, ma gustosissimi. Proseguiamo incontrando una casa rural simile ai nostri agriturismi, molto bella perché totalmente costruita in sasso e di stile canario. Incontriamo un sito antichissimo sul lato destro della strada, molto ben segnalato, ci addentriamo e scopriamo con nostra grande sorpresa che si tratta di un luogo che veniva utilizzato per “strizzare“ l’uva. Ci guardiamo in faccia e sorridiamo avanzando l’idea di un luogo particolarissimo dotato di un sistema di schiacciamento dell’uva mai visto. La foto rende l’idea e il nostro entusiasmo aumenta convincendoci a proseguire la strada. Terminato l’asfalto entriamo in un corridoio ben percorribile ma sterrato. Incontriamo bellissime pinete che si affiancano anche lungo lo sterrato, con la Jeep aperta si odora un profumo di pini molto intenso, tutt’intorno pinete a non finire, ci fermiamo incuriositi per chiedere informazioni e da un canario del luogo ci viene detto che le pinete canarie anche se bruciano non muoiono mai, si riproducono! Franco ed io ci guardiamo in faccia con un mezzo sorriso di sorpresa! Controlliamo l’altezza del luogo…1365 metri, in effetti l’aria è rarefatta e molto più fresca, con l’aggiunta di un incantevole venticello. Superiamo le zone delle pinete, ci appare un immagine lunare tutt’intorno e a poca distanza case rurali d’epoca, alcune semi diroccate. Un luogo spettacolare, oltre tutto attraversato da sistemi di canalizzazione delle acque, a cielo aperto, non possiamo fare a meno di assaggiarne il gusto!!!! Proseguiamo pur se lo sterrato diventa duro per il disconnesso e per il restringimento, alla nostra destra un barranco di grandissime dimensioni, abbastanza impressionante anche perché il burrone si trova dalla mia parte. Sterrato percorrendo incontriamo un pickup, con qualche manovra riusciamo ad affiancarci, ci fanno segno di fermarci, si avvicinano alcuni canari con un bottiglione di vino e ci invitano ad un assaggio, un “signor“ vino rosso, di colore intenso e di ottimo sapore, capiscono che siamo italiani cosicché il loro incoraggiamento ci fa onore ed apprezziamo. I canari sono brava gente, ringraziamo e ripartiamo. Siamo a più di 1400 metri ed arriviamo in una zona di terrazze di terra lavorata e contornate di sassi, pensiamo ad una prossima coltivazione di vigne d’uva. Peraltro lungo il percorso abbiamo assaggiato uva e frutta di ottima qualità. Da quell’altitudine osserviamo incantati l’oceano con i suoi colori e le isole Gomera – El Hierro – La Palma che si vedono in foto. Il nostro viaggio nell’entroterra termina qui, rientriamo molto soddisfatti e carichi per sondare un altro escursus con il prossimo numero di LEGGO TENERIFE.

(Franco Leonardi e Luigi Prosperi – Redazione di LEGGO TENERIFE)