La terapia occupazionale

pag12_stanza Snoezlen2Noi impariamo e comprendiamo il mondo attraverso i nostri sensi. I processi sensoriali trasformano le informazioni in sentimenti e messaggi significativi, che ci spingono ad agire. Le persone che hanno difficoltà ad elaborare i sensi rischiano di non avere delle informazioni precise e accurate del proprio corpo e dell’ambiente. E’ quindi normale che abbiano comportamenti non socialmente riconosciuti, come la ricerca eccessiva di stimoli per convalidare la loro percezione di informazioni, difficoltà di pianificazione del coordinamento motorio, difficoltà a organizzare cambiamenti nella routine o l’ambiente, difficoltà di giocare e l’incapacità di integrare più di un’informazione sensoriale alla volta.

La stanza Snoezelen è un ottimo strumento che è stato creato nel 1970 in Olanda da Jan Hulsegge e Ad Verheul. Entrambi i terapisti hanno creato la stanza con l’intenzione di renderla un luogo dove i pazienti possano godere, attraverso i sensi, delle sensazioni del corpo umano. Il termine Snoezelen deriva da due parole olandesi: Snuffelen (annusare) e Doezelen (rilassarsi). I materiali che vengono utilizzati sono fibre ottiche di sicurezza, le colonne d’acqua, i proiettori a led, dei tappetini controllati a distanza, la palla di specchi, la luce nera, i blocchi sensoriali, i pannelli touch screen, pennelli, amache e sistemi di sospensione.

Dal punto di vista della terapia occupazionale è un ottimo strumento di intervento, che consente di integrare sensazioni e movimenti attraverso un gioco visivo e tattile, rendendolo un grande fattore di motivazione per il paziente. Basata sulla spontaneità e la ricerca di sensazioni, fa lavorare i sistemi e i componenti cognitivi, psicosociali e sensomotori. Utilizzando la stanza Snoezlen si può vedere un miglioramento del linguaggio e dei fonemi spontanei, favorendo l’integrazione bilaterale del cervello e il coordinamento. Il controllo posturale migliora anche le reazioni di raddrizzamento, e i sistemi propriocettivi e vestibolari. Diversi studi indicano un significativo miglioramento della qualità della vita delle persone affette da malattia mentale, autismo, dolori cronici, lesioni cerebrali, lesioni motorie, una volta inviati dal medico al terapista occupazionale.

Nella terapia occupazionale l’idea della nozione di approccio sensoriale non è correggere, ma adattare l’ambiente per potenziare altri modi di rapportarsi al corpo, e per rendere possibile la maturità neurologica.

(Dra. Renata de Oliveira Thiesen – Terapeuta occupazionale)