20% dei turisti visita le isole per motivi di salute

pag11_destinos-turismo-sanitario1La maggior parte dei turisti che vengono alle Canarie sono attratti dal sole, le spiagge e la cucina, almeno questo era il caso fino ad ora. Negli ultimi anni, ha guadagnato peso il cosiddetto turismo sanitario, quelli che viaggiano verso l’arcipelago per motivi di salute. Nel 2013, l’ultimo anno per il quale abbiamo dati, i turisti della salute rappresentavano circa il 20% dei visitatori, all’incirca 2,2 milioni degli 11,5 milioni di turisti che arrivano ogni anno.

Il turista medico spende alle Canarie circa 1.200 euro al giorno, dieci volte di più del normale, che spende solo in media 122 € al giorno.

Nel complesso, il profilo del viaggiatore della salute è un pensionato di età compresa tra 55 a 70 anni, che di solito trascorre almeno due mesi nelle isole, dove rimane in cliniche private e residenze specializzate in diversi tipi di trattamenti; qui approfitta per sottoporsi ad intervento chirurgico o fare scorta di farmaci che nel suo paese può costare, in molti casi, il doppio rispetto alla Spagna.

Gli inglesi, belgi, italiani, tedeschi e francesi sono i più comuni, anche se si individuano altre nazionalità, come giapponesi e americani. Allo stesso modo, sempre più giovani turisti stranieri scelgono trattamenti cosmetici o di fertilità, mentre sono nelle isole Canarie.

L’aumento di questo tipo di turismo è tale che nelle ultime due edizioni della Fiera Internazionale del Turismo (FITUR) è stata inclusa una sezione dedicata esclusivamente al turismo relativo alla salute, l’assistenza medica, sanitaria e la cultura del benessere.

Dal Cabildo di Tenerife, nel frattempo, hanno spiegato che non hanno ancora studi specifici o dati su questa attività e il suo impatto sull’isola, ma date le prospettive stanno già lavorando in questa direzione. Dal Ministero dell’Industria, Energia e Turismo dicono che il turismo sanitario in Spagna nel 2015 fatturerà più di 277.000.000 €, una cifra che entro il 2020, secondo le stime del settore può triplicare. Somme astronomiche favorite dalla Direttiva europea sulla sanità transfrontaliera, che permette ai pazienti del continente di ricevere in Spagna dei trattamenti sia nei centri pubblici che privati, che vengono poi pagati dal paese d’origine. Attualmente, il turismo della salute fattura già sette miliardi di euro in tutto il mondo, e gli esperti concordano sul fatto che un turista di questo genere di solito spende da 6 a 10 volte di più di uno tradizionale.


Oltre ad evidenti vantaggi economici per le regioni come le Canarie, questo tipo di turismo rappresenta anche un’importante nicchia di lavoro, in quanto le strutture che accolgono questi turisti evidentemente offrono posti di lavoro per medici, infermieri e altri operatori della salute.

Un “buco” di milioni di euro

Le lacune amministrative e il modo “briccone” in cui talvolta si muove il turismo sanitario stanno causando un buco nel nostro sistema sanitario, già stimato in quasi un miliardo di euro. Per fermare l’emorragia, il regio decreto per la sostenibilità del SNS, approvato nel 2012, ha incluso misure per porre fine all’uso improprio dei servizi sanitari da parte di alcuni stranieri e agli abusi che commettono per accedere a questi servizi sanitari senza avervi diritto. Negli ultimi tre anni, ci sono stati 700.000 trasgressori!

Le nuove norme prevedono un esplicito divieto di trasferirsi in un altro paese al fine di ricevere assistenza sanitaria appellandosi alla direttiva europea sulla libera circolazione delle persone, un articolo che prima le leggi spagnole non applicavano. Sono anche stati rivisti gli accordi con alcuni paesi perché non restituiscono i soldi che spendiamo per l’assistenza sanitaria. E’ sacrosanto che nessuna persona sia abbandonata, ma bisogna innanzitutto mettere in ordine il turismo sanitario.

Gli esperti concordano sul fatto che, dopo aver individuato i casi di furbeggiamento, il problema fondamentale resta come gestirli. La Corte dei conti ci svela un nebuloso labirinto amministrativo in cui non si fatturano molti dei servizi resi; e fra quelli che sono fatturati, si ritrova un grado significativo di insoluti. Le sole Isole Canarie, per esempio, hanno speso quest’anno quasi 15 milioni per assistere gli stranieri. Molti di loro hanno approfittato della vasta copertura del nostro sistema sanitario, dell’assenza di un sistema di tickets, e dei servizi di pronto soccorso utilizzati come una backdoor per evitare la lista d’attesa. Protesi ortopediche e cataratta, interventi più costosi in altri paesi che in Spagna, sono i più richiesti da questi turisti sanitari.

Farmaci molto più economici

Il turismo della salute è un fenomeno in espansione da oltre un decennio. I professionisti sono ora in allarme per una nuova variante chiamata “turismo farmacologico”, turisti stranieri che accedono ai centri di salute con malattie reali e che fingono situazioni critiche per ottenere prescrizioni per farmaci che vengono poi trasferiti al loro paese. Il Governo delle Canarie teme in questo periodo una “valanga” di turisti per il trattamento dell’epatite C in tutto l’arcipelago, perché in Spagna i nuovi farmaci di ultima generazione indicati per il trattamento di questa malattia arrivano a costare anche 30.000 € in meno, rispetto ad altri paesi come la Germania, la Francia, l’Italia e il Regno Unito.

(Giorgio Tonazzi)