Qualche biglietto qua e là…

L'anima del Teide-FOTODall’altra parte si registra la decisione annunciata settimane fa dal presidente dell’isola, Carlos Alonso, che nel 2016 si comincerà a far pagare alcune attività supplementari nel Parco Nazionale del Teide.

Non ha senso che siano solo gli operatori turistici a guadagnarci con il Teide, il Cabildo non vuole assolutamente “fare un affare”, ma è intenzionato, in qualche modo, a far pagare qualcosa per coprire il servizio e la manutenzione. Un’offerta che ora non è prevista dall’istituzione insulare, e che porterebbe alla creazione di diversi posti di lavori ad essa collegati. Nessuno si allarmi, in ogni caso si dovrà pagare solo per i servizi aggiuntivi, pagheranno soltanto i non residenti e, come primo approccio, non si dovrà pagare per il solo fatto di accedere al Parco Nazionale, che è senz’altro l’attrazione più visitata di tutto l’arcipelago.

Che cosa si intende quando si parla di questi servizi aggiuntivi? Per esempio, per una visita guidata al cratere del Teide, con un esperto che sia in grado di spiegare adeguatamente e in diverse lingue.

Il denaro che ne verrà ricavato, che Alonso ha stimato possa arrivare fino a tre milioni di euro, sarà utilizzato esclusivamente nel parco e, per cancellare ogni dubbio, verrà visualizzato su Internet ogni centesimo speso, in modo che i cittadini capiscano cosa entra attraverso questi servizi e possano anche analizzare l’equilibrio con le spese, visto che attualmente i sistemi informatici ci permettono di tenere giornalmente traccia di tutti gli ingressi, come persone che entrano o quanto s’incassa.

(NdR speriamo, di solito cominciano piano, nello stile “Rana bollita di Noam Chomski”, poi si sa come si va a finire…)

(Franco Leonardi)