Il problema degli “squatters” o “okupas”

pag08_01okupas-johnny-madrid_xoptimizadax--1549x900Il Collegio degli amministratori di immobili di Santa Cruz de Tenerife ha avvertito che liberare una casa che è stata occupata abusivamente è una procedura lunga e costosa che può costare da 600 a 3.000 euro e arrivare a richiedere fino a due anni, a causa di procedimenti legali da intraprendere, anche se si è pur sempre in presenza di un crimine. In un comunicato il Collegio Territoriale di amministratori di proprietà precisa che un’occupazione illegale è un reato di violazione di domicilio nel caso si tratti di una prima casa, e di invasione, se si tratta di una seconda casa o è vuota. Sembra esserci una preoccupante proliferazione di occupazioni illegali di complessi abitativi vuoti nei comuni a sud dell’isola, un fenomeno che non è nuovo per le associazioni professionali, già perfettamente consapevoli della complessità di liberare un edificio che è stato occupato. Il problema inizia nel momento in cui viene cambiata la serratura della porta, sottolineano gli esperti, mentre se questo non è successo si potrebbe far denuncia e dimostrare alla polizia con la scrittura dell’immobile di essere il legittimo proprietario e quindi andare a sfrattare gli occupanti. Ma è normale che gli “squatters” cambino la serratura, e in questo caso si deve avviare un procedimento giudiziario che distingue tra la prima e le seconde case o il caso di abitazioni vuote. Nel primo caso vi è un reato di violazione di domicilio (in relazione all’inviolabilità del domicilio, che è protetto dal codice penale) e può portare fino a due anni di carcere, a condizione che non vi sia stata alcuna violenza, e nel secondo, di usurpazione (nell’ambito del patrimonio della persona) che si risolve con semplici multe.

Tuttavia, la procedura può essere ancora più complessa se si aggiungono altri reati, dal momento che nelle case vuote gli “squatters” spesso si attaccano alla luce e consumano l’acqua senza darsi di alta e, talvolta, causano danni alla proprietà o alle aree comuni, creando un ulteriore problema per la comunità dei proprietari.

Inoltre il processo è complicato dalla difficoltà, a volte, di identificare gli occupanti.

In tutti i casi, a prescindere da considerazioni sociali che devono essere affrontate dai rispettivi comuni, si tratta di un reato, e ci sono “mafie” che si prestano a favorire l’ingresso in una casa e sanno come evitare l’intervento della Polizia nella prima fase. Nonostante sia un crimine e preveda pesanti sanzioni, il problema è il tempo in cui la situazione viene risolta nei tribunali e purtroppo è difficile che gli “squatters” paghino le multe e le spese processuali, perché di solito si dichiarano insolventi.

(Giovanni Cailotto)