I prezzi continuano a correre, i residenti restano sempre più tagliati fuori.
Di Italiano alle Canarie
La bolla immobiliare continua a gonfiarsi e prima o poi, non si sa quando, potrebbe esplodere. Nel frattempo i canari continuano a pagare il conto. Comprare una casa nell’arcipelago è ormai un privilegio per pochi: nel primo semestre del 2025 il prezzo al metro quadrato è salito del 13,41%, con un rincaro medio di 261 euro in appena dodici mesi, secondo i dati del Consejo General del Notariado.
La combinazione di scarsa offerta e forte presenza di capitale estero alimenta un mercato drogato, dove i residenti locali restano progressivamente esclusi. Giovani e famiglie non riescono a emanciparsi né a migliorare le proprie condizioni abitative: i salari restano fermi, mentre il costo delle abitazioni corre senza sosta. Non si tratta di una fase passeggera, ma di un sistema ormai strutturale.
Prezzi sopra la media nazionale
Alle Canarie il prezzo medio ha raggiunto i 2.208 €/m², ben oltre la media nazionale di 1.906 €/m². L’arcipelago si colloca come la quarta comunità autonoma con l’aumento più alto, dietro solo a La Rioja, Castilla y León e Murcia. Questo significa che chi vuole comprare una casa qui paga più che in molte altre regioni spagnole, pur vivendo in un territorio con stipendi tra i più bassi e con un mercato del lavoro fragile.
Mutui: la barriera del 30%
Il credito non offre soluzioni. Le banche hanno finanziato in media solo il 72,6% del valore dell’abitazione, costringendo chi compra a disporre di almeno il 30% del prezzo totale. Una soglia che per la maggior parte dei residenti canari è semplicemente irraggiungibile, data la precarietà del lavoro e la difficoltà a risparmiare. In pratica, per acquistare una casa da 130.000 euro servono circa 40.000 euro di capitale iniziale, una cifra che pochi riescono a mettere insieme senza aiuti familiari o senza anni di sacrifici. Questo meccanismo alimenta ulteriormente le disuguaglianze: chi ha disponibilità economiche, spesso investitori stranieri, parte avvantaggiato, mentre la maggioranza resta esclusa dal mercato.
Una realtà amara
Mentre i prezzi continuano a salire e il capitale estero detta le regole del mercato, migliaia di residenti restano prigionieri in affitto o confinati in condizioni abitative sempre più precarie: caravan, roulotte, stanze in appartamenti condivisi. La casa, diritto fondamentale, si trasforma ogni giorno di più in un privilegio riservato a pochi, mentre la maggioranza vive nell’incertezza. I numeri parlano chiaro e mostrano un’emergenza sociale impossibile da ignorare, ma la politica, lenta e impantanata, si rifugia in promesse e proclami che non danno risposte ai cittadini. Anche questo, purtroppo, è diventato prassi consolidata.