✍️ Italiano alle Canarie
Lo studio Atlas de la desertificación en España, pubblicato dalla Universidad de Alicante e diffuso in questi giorni, segnala che gli spazi aridi nelle Canarie sono passati dall’88,9% della superficie alla fine degli anni Novanta al 92,7% nell’attuale decennio. Il dato riguarda i 7.105 chilometri quadrati dell’arcipelago, che risulta così la seconda regione più colpita della Spagna.
Per il momento non si intravede alcun miglioramento, o almeno è questa l’indicazione – rigorosamente basata su criteri tecnici e scientifici – dell’ampio studio sull’evoluzione della desertificazione in Spagna. L’Atlas analizza la progressione dell’aridità a livello nazionale, regionale e provinciale, confrontando due periodi di trent’anni (1961-1990 e 1991-2020) per un fenomeno legato sia al clima sia ad attività umane.
Un peggioramento chiaro rispetto agli anni Novanta
Nel caso delle Canarie, la tendenza è negativa: passando dal periodo 1961-1990 a quello 1991-2020, la quota di territorio con problemi di desertificazione o classificato come arido cresce in modo significativo. Le aree subumido-secche rappresentano poco più del 6% del totale, quelle semi-aride circa un terzo, mentre le zone aride e iper-aride sommano oltre la metà della superficie complessiva. Complessivamente, si passa da quasi il 90% del territorio classificato come arido alla fine degli anni Novanta a oltre il 92% nel decennio attuale, contro un aumento più moderato rilevato a livello nazionale. L’incremento nell’arcipelago è di quasi quattro punti percentuali, confermando un processo di aridificazione sempre più marcato.
Secondo lo studio, le Canarie sono la seconda comunità autonoma spagnola con la maggior estensione di superfici aride, subito dopo Murcia (99,8%). Seguono Castilla-La Mancha (90,5%) e, a distanza, le altre regioni.
Differenze provinciali: Las Palmas più esposta di Santa Cruz de Tenerife
L’analisi provinciale mostra un contrasto significativo. La provincia di Las Palmas, che comprende Gran Canaria, Fuerteventura, Lanzarote e La Graciosa, raggiunge un tasso del 97,2% di suolo arido, mentre Santa Cruz de Tenerife si ferma all’87%, favorita dalla maggiore piovosità di La Palma, El Hierro, La Gomera e del versante nord di Tenerife.
La peggiore evoluzione in questi trent’anni riguarda proprio la provincia occidentale, che passa dal 79,1% del periodo 1961-1990 all’87% attuale.
Una delle principali emergenze ambientali
Il rapporto ricorda che “la desertificazione è uno dei principali problemi ambientali della Spagna”, alimentata dal cambiamento climatico, dall’uso insostenibile delle risorse naturali e dall’assenza di interventi efficaci sulle cause.
Una realtà già presente, non una minaccia futura
Il prologo del rapporto è chiaro: “La desertificazione non è un problema del futuro né una minaccia lontana, è una realtà che già sta modellando i paesaggi, le economie e le comunità del nostro Paese”.
Tra le conseguenze: perdita di fertilità dei suoli, riduzione della vegetazione naturale, aumento degli incendi, minori risorse idriche e abbandono degli usi tradizionali del territorio.















