Commercio on line Europa-Canarie (1a parte)

realizzazione-ecommercedi Avv. Elena Oldani

É ormai noto che  sviluppare una rete di vendita on line per le imprese o semplicemente fare acquisti via web può rivelarsi tutt’altro che conveniente se la spedizione del bene è “da o verso” le Canarie. Cerchiamo di spiegare perché.

La dogana è un organo pubblico atto al controllo delle merci in entrata ed in uscita dal territorio di una determinata nazione. Con la definizione dello Spazio Schengen, fermo restando un sistema uniforme di dazi sulle importazioni dai Paesi non appartenenti all’UE, gli Stati europei aderenti (tra i quali la Spagna) hanno optato per l’eliminazione dei controlli doganali sancendo la libera circolazione di merci, servizi e persone all’interno dei loro territori. Soppresse le restrizioni agli scambi commerciali tra i Paesi firmatari del Patto, dunque, l’attuale scopo della dogana è fondamentalmente quello di vigilare sulla corretta circolazione delle merci (per esempio evitare la circolazione di merci illegali).

Tuttavia, la situazione non è così semplice alle Canarie che godono di un sistema fiscale speciale dove non esiste IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) ma un tipo di imposta indiretta chiamata IGIC (Impuesto General Indirecto Canario) che oscilla  tra 0% e il 7 %. E’ chiaro che questa discrepanza di imposte va compensata al momento del passaggio in dogana. Per esempio nelle importazioni, alla merce proveniente dalla Spagna o dall’UE, che giunge senza il ricarico dell’IVA, una volta giunta alla frontiera va applicata l’imposta alternativa di cui sopra. Il pagamento di questa imposta non è di per sé un problema. Il problema è il costo, spesso sproporzionato, degli intermediari (agenzie doganali, spedizionieri, le Poste) che si occupano di riscuoterla per conto dell’Agenzia Tributaria attraverso la compilazione del DUA (singolo documento doganale). Si tratta di un documento contenente proprio la dichiarazione delle imposte da liquidare a seconda del caso oltre ai dati principali della merce (valore della fattura, contenuto, destinatario ecc.) necessari all’amministrazione locale per effettuare i controlli sulla corretta circolazione dei beni. Per evitare un inutile ricarico di costi, da aprile 2014 è possibile procedere all’auto-liquidazione dell’IGIC recandosi direttamente presso il competente ufficio dell’Agenzia Tributaria o, nel caso di acquisti effettuati da privati e sempre che la spedizione avvenga attraverso le Poste, anche compilando l’apposita modulistica on–line. In pratica però le difficoltà di compilazione della modulistica e la ancora scarsa “educazione” alla pratica dell’auto-liquidazione, continuano a rendere preferibile ricorrere agli intermediari onde evitare grattacapi e lungaggini burocratiche dovuti ad una errata compilazione dei documenti. Peraltro, è possibile che le merci siano sottoposte ad un’altra voce di costo: l’AIEM (Atributo sobre la Imposición y Entrega de Mercancías). Si tratta di una tassa statale indiretta avente lo scopo di contribuire allo sviluppo della produzione di beni nelle Canarie, ossia a scopo protezionistico, che pertanto ricade sulla importazione di alcuni beni già presenti in loco e che può incrementare il costo della merce di un 15% circa. Ecco che, sommando le tre voci IGIC + SPESE DUA (ancora quasi sempre necessarie)+AIEM, spesso gli abitanti delle Canarie si trovano a sopportare spese superiori agli altri cittadini europei o anche solo agli spagnoli peninsulari cui generalmente toccano solo IVA e (per alcuni beni) specifiche imposte indirette comunitarie. Ma non è finita, poiché nella pratica possono verificarsi spiacevoli inconvenienti. Spesso, infatti, i prezzi dei prodotti on-line includono già l’IVA e se, acquistando dalle Canarie, dove come detto va applicato l’IGIC, si fa notare all’azienda che il prodotto deve essere spedito senza tale maggiorazione (perché poi l’acquirente procederà alla liquidazione della corrispondente tassa canaria), spesso le aziende per evitare qualsiasi impiccio amministrativo non effettuano la spedizione o sostengono di non poter eliminare l’IVA e che sarà l’acquirente a dover chiedere un presunto rimborso della differenza tra le due imposte al Governo Canario.