Reati sessuali: le Canarie seconde per numero di abusi

internet-1235103_640Reati sessuali: le Canarie seconde per numero di abusi

di Magda Altman

Triste primato per l’arcipelago canario che si rivela secondo per numero di reati sessuali su tutto il territorio spagnolo.

Dall’inizio del 2016 fino a marzo, sono infatti 2.195 le persone alle Canarie che sono state condannate per reati sessuali quali abusi, molestie, aggressioni, maltrattamenti, atti osceni e, drammaticamente, abusi sui minori.

Ma secondo i dati forniti dal Ministero della Giustizia di Tenerife, ci sono condanne anche per traffico di esseri umani, prostituzione e pedo-pornografia.

La comunità con più reati sessuali in rapporto alla sua popolazione è l’arcipelago delle Baleari con 1,19 delinquenti ogni 1000 abitanti, seguito dall’arcipelago canario con un rapporto di 1,05 ogni 1000.


Lo Stato ha creato uno speciale archivio (Registro Central de Delincuentes) dove sono raccolti tutti i dati identificativi dei delinquenti sessuali.

Scopo del registro è di fare in modo che le persone iscritte, una volta scontata la pena, non possano trovare un impiego in cui verrebbero a contatto con dei minori.

Dalla creazione del registro infatti, (avvenuta a dicembre 2015), coloro che intendono svolgere una qualsiasi attività lavorativa da dipendente o di volontariato, devono presentare un certificato che attesti la non appartenenza al Registro Central de Delincuentes.

I dati raccolti riguardano reati sessuali commessi da cittadini spagnoli di qualsiasi età, su territorio nazionale ed internazionale, nonché il profilo genetico degli stessi.

Le informazioni, che non sono di consultazione pubblica, sono riservate a pubblici ministeri, giudici e tribunali di qualsiasi giurisdizione, polizia giudiziaria e enti pubblici che si occupano di selezione del personale.

Per quanto tempo permangono i dati nel registro?

Relativamente ai condannati minorenni, l’iscrizione decade al compimento del 28esimo anno di età del soggetto mentre per i maggiorenni il profilo resta attivo per 30 anni se il reato è stato commesso a danno di minori.

In caso di reati sessuali ai danni di adulti, la permanenza dei nominativi nel registro viene stabilita in sede processuale a seconda della gravità del reato.

L’attuazione di questo database risponde alla legge spagnola sulla protezione giuridica dei minori e a diverse convenzioni internazionali cui la Spagna ha aderito.

In particolare nel 2007 proprio a Lanzarote è stata firmata la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei bambini dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali.

Il registro spagnolo si è reso necessario in seguito ad un inaccettabile evento occorso nel settembre 2015 a Tazacorte (La Palma) dove un insegnante di musica condannato per abusi su due minorenni, è stato autorizzato dallo stesso Ministero della Pubblica Istruzione a tornare in aula.

Nonostante il drammatico numero di reati sessuali sul proprio territorio, l’arcipelago canario non è certo rimasto a guardare.

E questo è già un passo avanti.