dioSpigolature

di Andrea Maino

E Dio disse: voi non sapete chi NON sono io.

Voi dite che io sono ateo perché noi non cerchiamo Dio allo stesso modo. O piuttosto, voi dite di averlo trovato! Mi felicito! Io lo cerco ancora, lo cercherò per dieci, cento anni, finché avrò vita. Temo di non poterlo trovare, ma lo cercherò lo stesso. Forse Lui gradirà il mio sforzo e forse avrà pietà della vostra fiducia beata e un po’ stupida. Vi è stata data una fede, una spiegazione dell’universo e voi vi guardate bene dal cercarne un’altra; prima di tutto perché siete incapaci di cercare e poi perché tutto ciò vi è indifferente. (Konrad Lorenz)

Vi propongo un gioco, non semplice nell’immedesimazione ma provateci: sostituite la parola Dio (o dei Santi), tutte le volte che la nominate, con il vostro nome.

Ora io provo con il mio nome: “Andrea” ho fede in te, ti prego “Andrea”, aiutami “Andrea”, porco “Andrea”, fai un miracolo “Andrea”, perché “Andrea” tollera il male? Proteggimi tu “Andrea”, fammi la grazia “Andrea”, … E via dicendo.


Voi, in questi giorni, provate con il vostro nome.

Propongo questo gioco non per farvi sentire “al di sopra di tutti”, ma per ragionare su chi siamo noi e chi è Dio (nella declinazione del suo potere).

Vorrei arrivare al punto in cui si possa, come postulato, pensare che forse il potere di Dio è il nostro potere. Che l’energia, in tutti i suoi aspetti nell’universo, è quella con cui siamo fatti noi, o meglio che stabiliamo noi come deve essere. Tutto quanto succede o non succede è un nostro personale gioco, senza tempo (che di fatto non esiste), al di là del bene e del male (concetti che variano in visuali quantistiche). E che tutti al mondo siamo UNA SOLA PERSONA, tutti PERMEIAMO lo stesso luogo.

Finché rimaniamo certi di essere un “io”, ci diventa difficile cambiare gioco, diventare un altro, portare la nostra energia in altri mondi, fondare altri credi, creare altri concetti.

Oppure potreste anche immaginare di essere l’unica persona vivente al mondo: ecco… ora “tu”, che leggi questo testo, siete tutti, un’unica moltitudine.

Pertanto cosa vi impedisce di essere re o suddito? Ricco o povero? Santo o demone? Intelligente o idiota?  Quali “leggi” vi potreste inventare? Quali morali? E via dicendo..

Tutto lo create voi.

Ma noi continuiamo ad essere “io” e abbiamo, alle volte, paura.

Perché propongo questo “gioco”? Per stimolare alcuni italiani nelle Canarie, perché ho visto persone che si chiudono in loro stessi (limitandosi), che hanno dubbi sulla loro identità (senza sapere che invece sono tutto), che sono perplessi per la loro scelta (mentre dove sono è tutti i mondi)…

Tranquillamente domani diventate Re.