Menopausa, questa conosciuta

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di Danila Rocca

Carissime donne, questo siparietto è per voi. Non interessa e non interesserà a nessun altro che a voi che, con l’avvicinarsi ai 50, nasca la gioia inespressa e consolatoria: Vado in menopausa ed ho finito di patire.

Perché è così che si crede che sia. Finalmente non giorni prima che ci rendono ansiose, nervose, che per carità lasciami stare che “sono vicina”, non più il mal di testa che anticipa e quello del durante, né quei fastidiosissimi dolori addominali che accompagnano il ciclo. Pensi potrò andare al mare quando voglio, ferie senza disagi e bagni negati, libera, sono liberaaaa… come urla quella canzone. Mi spiace deludere le vostre aspettative. Vi avverto, se non siete già in conclamato calo di ormoni, le cose non funzionano esattamente in questo modo. Magari. La simil depressione che precede ogni mese quei giorni benedetti, ve la porterete appresso, se vi va bene, per un bel po’. Ansia parecchia. Doloretti di qui e di là, in ordine sparso, con un crescendo con gli anni a venire. I chili, poi. Quelli arrivano e si piazzano ovunque, su pancia, cosce, fianchi, braccia. E a coronare il tutto, aumenta l’appetito. Bingo. Hai voglia a mangiar meno, quelli si stabilizzano e non se ne vogliono andare. Rimasti anche loro ai tempi e all’idea del posto fisso.

Lati positivi? Parlo a me stessa. Si cambia carattere, da un lato ci si addolcisce, dall’altro si cede al drastico, se qualcosa o qualcuno ci ispirano un bel no, che NO sia. Non c’è scampo per niente e per nessuno. Si capiscono tante cose, ci si apre un mondo, si perdona, tagliando nello stesso tempo i rami che non portano a un bel niente, si cima insomma, mentre guardandoci allo specchio si pensa, poteva anche andar peggio, ci si consola, ci si accontenta, e anche no.

Poi c’è la pillolina per le vampe di calore (quando chi vi è seduto accanto vi chiede: Hai caldo?, e voi state sudando sangue), o quella per gli estrogeni persi lungo il tragitto, e il volgarissimo ventaglio, nel senso che se vi sentite costrette dentro una fornace ogni tre per due, quello è un mezzo pratico per darvi sollievo, senza effetti collaterali di rito. Chi di noi non ne tiene in borsetta almeno uno?


E poi… e poi… carissime donne, è la vita che ci impone e ci regala i passaggi, le svolte, da affrontare con allegria o con rammarico, dipende da noi. A noi tocca la menopausa, la Moc, la tiroide che sballa, i capelli che ne avevi una testa così, sì, una volta, però… diciamocelo, siam sempre belle. E pimpanti. Gioiose. Coi nostri vestiti colorati, chiome al vento, scarpette col tacchetto, sempre con tanti sogni nel cassetto, paesi da vedere, gente da incontrare.

Ma sì dai. Che importa. Vai per la menopausa. Ce la viviamo. Più tardi che si può, però. Mica c’è tutta questa fretta.