“Giorno della Lingua Spagnola” Festa Nazionale

“Giorno della Lingua Spagnola” Festa Nazionale

di Bianca Leonardi

Il “Día Nacional de España” che viene anche chiamato il “Giorno della Ispanità” si celebra il 12 ottobre. Una volta questo giorno era chiamato il “Giorno della Razza Spagnola”, soprattutto in molti paesi dell’America Latina. E’ un giorno che unisce tutti i Paesi che parlano la lingua spagnola e la loro cultura, si festeggia con grandi sfilate, balli e pranzi, ed è una festa nazionale.

Ma perché questo giorno è festivo? Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo scoprì il “Nuovo Mondo” unendo così il Vecchio Continente con quello Americano, allargando i confini del mondo conosciuto. Questa scoperta cambiò per sempre la mentalità dei due mondi, da un lato creò un grande sviluppo di culture, ma dall’altro distrusse catastroficamente i popoli indigeni.

Faustino Rodríguez-San Pedro (Presidente dell’Unione Ibero-Americana nel lontano 1913) creò questa festività per unire ancora di più la Spagna con i paesi latino americani. Nei vari Paesi questa giornata di festa prende oggi vari nomi: in Spagna coincide con la Festa Nazionale e il Giorno della Vergine Pilar, patrona della città di Zaragoza. In Argentina oggi si chiama “Giorno della Diversità Culturale Americana”, in Cile “Giornata della Scoperta dei Due Mondi”, e negli Stati Uniti è il “Giorno di Cristoforo Colombo”. Nel 2014 le Nazioni Unite (ONU) dichiararono il 12 di ottobre come il “Giorno della Lingua Spagnola”.

Cristoforo Colombo, navigatore genovese sotto l’egida della regina Isabella di Aragona, salpò da Palos de la Frontera il 3 agosto 1492 e giunse nell’odierna San Salvador il 12 ottobre dello stesso anno.


La prima tappa fu nelle Isole Canarie per sfruttare i venti. Il 6 agosto si ruppe il timone della Pinta e si credette ad un’opera di sabotaggio, quindi furono costretti a uno scalo di circa un mese a La Gomera per le necessarie riparazioni. La Pinta giunse con due settimane di ritardo a causa dell’avaria, tanto che Colombo pensò di sostituirla con un’altra caravella. Si approfittò della sosta per modificare anche la velatura della Niña, trasformandola da latina a quadra per meglio adeguarla alla navigazione oceanica. Va anche detto che a La Gomera era presente la giovane vedova del governatore, Beatrice di Bodabilla, che a quanto pare aveva già avuto uno scambio di cortesie col navigatore.