Voglio Vivere Così… e ce l’ha fatta!

castax“Quello che più trovo interessante di Minorca è la sua energia magica. Fino a che non si visita, non si può capire. A Minorca si vive circondati dalla natura. Una natura che qui amano e preservano da sempre. Qui si vive tantissimo all’aria aperta, si gode dei paesaggi, del mare e della vegetazione. Si vive in modo naturale insomma”. Un’energia, quella di Minorca, che ha rapito Alessandro Castagna, editore del Magazine Voglio Vivere Così, un sito nato nel 2008 e diventato testata giornalistica nel 2016, dove oltre ad essere raccontate le storie degli italiani all’estero, si possono leggere interessanti informazioni rivolte a chi vuole cambiare vita, reportage e approfondimenti legati a diversi temi utili a chi vuole espatriare e non solo.
Alessandro, quando e per quale motivo hai deciso di trasferirti a Minorca?
Sono ormai cinque anni che vivo a Minorca. La decisione è arrivata dopo aver ceduto l’attività che avevo a Verona e che mi teneva legato all’Italia.
Di cosa ti occupavi nella tua “vita precedente”?
Ero socio di una società che importava e distribuiva gioielli etnici in Italia. Avevamo un negozio in centro a Verona e io mi occupavo prevalentemente dell’e-commerce.
Ed ora invece di cosa ti occupi?
Ora seguo a tempo pieno il Magazine (Voglio Vivere Cosi), poi ho una guida digitale su Minorca (www.isoladiminorca.com) e questa primavera partirò con un progetto a Minorca di cui ancora non posso svelare nulla.
vvc-magazine-hdQuali sono gli aspetti più interessanti della vita a Minorca?
Quello che più trovo interessante di Minorca è la sua energia magica. Fino a che non si visita, non si può capire. A Minorca si vive circondati dalla natura. Una natura che qui amano e preservano da sempre. Questa comunione con gli elementi dona una pace ed una tranquillità che è difficile sperimentare vivendo in città. Qui si vive tantissimo all’aria aperta, si gode dei paesaggi, del mare e della vegetazione. Si vive in modo naturale insomma.
Hai dato vita ad un sito interamente dedicato all’isola di Minorca. Raccontaci qualcosa:
E’ fondamentalmente una guida. Vogliamo dare informazioni a chi ancora non conosce l’isola e magari sta pianificando una vacanza, ma pubblichiamo anche le attività che si possono fare durante l’inverno. Ci rivolgiamo quindi anche ai residenti italiani sull’isola che sono circa 1.500, secondo gli ultimi dati.
Com’è nata l’idea di dare vita a Voglio Vivere Così?
L’idea è nata casualmente. Viaggiando per lavoro (al tempo cercavo gioielli in giro per il mondo), incontravo sempre molti italiani emigrati con belle storie da raccontare. Mi sono detto: “Perché non creare un sito dove raccogliere le loro storie?” Il sito poi si è evoluto ed è diventata una testata giornalistica digitale nel marzo 2016. Ora, oltre a raccontare le storie degli italiani all’estero, diamo informazioni a chi vuole cambiare vita. I nostri giornalisti fanno reportage e approfondimenti legati a diversi temi utili a chi vuole espatriare e non solo.
Sulla base della tua esperienza, cosa spinge gli italiani a trasferirsi all’estero?
Sono molte le cose. In sintesi posso dire: la ricerca di un lavoro, un Paese dove la vita costi meno rispetto all’Italia (magari per andarci a vivere da pensionato), l’amore, la voglia di rimettersi in gioco.
Quali sono i Paesi più gettonati?
In questo momento Isole Canarie (Spagna), Portogallo, Germania e Francia.
Una sezione della testata è anche dedicata ai pensionati italiani emigrati all’estero. Un fenomeno in forte crescita. Perché?
Molti non ce la fanno ad arrivare a fine mese e cercano Paesi dove il costo della vita o la pressione fiscale siano inferiori rispetto all’Italia. Per questo puntano a luoghi come la Bulgaria, il Portogallo o le Canarie. Poi c’è anche una voglia di “esotico” e un fenomeno emulativo che contribuiscono ad alimentare il fenomeno.
C’è da dire che non si può dare torto a chi, magari con una pensione di 800 euro mensili e facendo fatica ad arrivare a fine mese in Italia, decide di trasferirsi in un Paese dove può permettersi di uscire a cena anche 2 o 3 volte a settimana.