Nasce a Tenerife il primo robot domestico

schermata-2016-08-16-alle-10-10-55di Marco Bortolan

Il suo inventore è un giovane residente a Granadilla de Abona e il robot, chiamato Dumy, sarà di fatto il primo androide a marchio canario con lo scopo di rendere la vita domestica più agevole e più divertente.

Javier Lamas, un elettrotecnico specializzato in programmazione e progettazione, ha creato un robot che risponde all’esigenza di persone “comuni”, un androide dalla tecnologia accessibile a tutti che può essere utilizzato da bambini e anziani con il solo comando della voce.

Il robot sarà in grado infatti di aiutare i bambini con i compiti grazie ad un collegamento diretto con il web e di avvisare numeri inseriti in programmazione in caso di malori o problemi improvvisi di anziani soli in casa.

Dotato di un dispositivo di riconoscimento facciale, Dumy potrà sostenere con proprietà di linguaggio una conversazione coerente con i suoi interlocutori.

Se lasciato solo in casa, potrà entrare in modalità di sorveglianza, avvisando immediatamente in caso di incendio o presenza di fumo o di movimenti sospetti all’interno delle mura domestiche.


L’ideazione e la creazione del robot appartiene già al presente e si configura molto distante dalla produzione di androidi sofisticati e dal costo inaccessibile e quindi destinati a fasce molto ristrette di fruitori.

Dumy, alto 80 cm e pesante solo 2 kg e mezzo, è già in pre-vendita a poco meno di 450 euro, un prezzo lancio scontato del 40% rispetto al prezzo iniziale per i primi robot in consegna a marzo 2017.

Il robot dovrà essere accompagnato da applicazioni da scaricare sul proprio tablet o smartphone, suddivise in basiche e specializzate, a seconda dei compiti che si intendono assegnare all’androide.

Aprire e chiudere finestre, fare il caffè, accendere e spegnere le luci o la televisione sono alcune delle ulteriori funzioni domestiche di Dumy.

E quando Dumy raggiunge il 10% di autonomia residua, una stazione di ricarica wireless consentirà il ripristino delle batterie automaticamente.

Insomma, pare che il primo passo verso una generazione vagamente asimoviana di robot sia stato compiuto: chi non vorrebbe del resto un robot tuttofare che al momento opportuno corre in aiuto?