Ed eccoci tutti qui a Tenerife

Foto di Cristiano Collina
Foto di Cristiano Collina

Ed eccoci tutti qui a Tenerife

di Danila Rocca

Siamo sempre più numerosi, più stanchi della nostra povera Italia, più convinti che se ci sono una terza, una quarta età, vadano vissute in santa pace finalmente, senza troppe tasse da pagare, garbugli da tollerare e, per noi della Pianura Padana, senza nebbie né finestre chiuse dal troppo freddo o, con il climatizzatore che pompa, dal troppo caldo che fa. A Dio piacendo fino a qui siamo arrivati, carichi di aspettative, la bella casetta, il mare, i negozi che non ci strozzino il portafoglio, la primavera, ormai da noi bella sconosciuta, praticamente tutto l’anno. Inizialmente si rimane un po’ delusi, diciamocelo. Ci troviamo all’improvviso in una Miami de casa nostra, vetrine di souvenir, pizzerie, cineserie, per noi italiani poi difficilissimo trovare un ristorantino che ci accontenti, per quanto a casa ci si possa permettere di cucinare pesce fresco pescato a prezzi inimmaginabili, più che abbordabili, e nei mercatini degli agricoltori si trovi ancora la verdura che ha un sapore dimenticato, quello buono delle cose coltivate nell’orto. Strada facendo si impara che a comprare devi andare in quel supermercato lì, là ti strozzano, non ti conviene, lì hanno il coniglio buono, mentre la carne rossa la compri meno perché leggi in ogni dove che fa male alla salute esagerare col suo consumo, la pasta la cuoci e resta al dente anche se non è la marca che conosci, mancano i famosi anellini da mettere nel brodo, va beh, dai, si fa senza. Poi provi una sera un posto, una sera l’altro, finché se vuoi mangiare qualcosina di buono si può, anche senza rimetterci un occhio della testa, magari anche in riva al mare. Se un po’ di nostalgia dell’Italia ti prende è forse per la cultura, la pulizia, i palazzi curati e le scale che ti portano in casa senza macchie sui muri. Dobbiamo integrarci e facciamo del nostro meglio, gli isolani son gente gentile, un po’ diffidenti, ma chi non lo è verso chi non conosce, e ne ha visti passare chissà quanti. Così quando cerchiamo casa respiriamo l’aria piacevole e questa brezza leggera e sorvoliamo sul prezzo, che se pensiamo ad un acquisto è fuori completamente dalla prospettiva di quanto ci viene offerto. Se invece siamo in affitto pensiamo che mica sarà per sempre, alle volte va bene, sennò quando si trova (?) di meglio si cambia. E se come me state aspettando di finire di sistemarvi, e tra qualche giorno vi arriva un contenitore dall’Italia con un po’ della vostra vita, qualcosa che avete voluto potervi godere sempre e non soltanto quel mese o due all’anno, o forse anche meno, quando tornerete lì, o se la trafila l’avete già compiuta, e qui ci sono le vostre foto più belle, lo stereo, i quadri che preferite, e altre cose preziose ancora, vi do il benvenuto Italia, non c’è da pentirsi a stare qui. Neanche per chi sta in affitto, e i mobili e le altre cose non se l’è scelte, ma vuoi mettere ricominciare, e basta con i telegiornali che ci stressano, i migranti che girano con cellulare e scarpe nuove e ci guardano dalla terrazza dei nostri Hotel, spesati, nutriti, coccolati, a cui paghiamo persino le sigarette e il cibo che da loro viene scartato, mentre quanti di noi ringrazierebbero il cielo di trovarselo in tavola senza aver dovuto sborsare un euro. Godiamoci sta eterna vacanza senza storcere il naso e via per spiagge, pic-nic in montagna e feste paesane. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Anche per quelli più difficili.