executive-510513_640

di Daniela Lovison

La domanda più frequente di coloro che vogliono trasferirsi nell’arcipelago? Sicuramente è questa: si trova lavoro?

Le isole Canarie sono diventate meta per una nuova vita per molti italiani ma è fondamentale capire quali effettive possibilità offrono le isole dal punto di vista occupazionale, a meno che non si appartenga alla fascia dei pensionati o di coloro che, fortuna per loro, vivono di rendita.

La panoramica dell’occupazione canaria è piuttosto eloquente: rispetto al 2008 l’arcipelago ha 46.000 occupati in meno e circa 30.000 occupati in più non registrati, vale a dire lavoratori in nero.

Basterebbe questo dato per far riflettere sulla situazione del mondo del lavoro nell’arcipelago.


Quello del lavoro sommerso che sfugge ad obblighi fiscali e controlli amministrativi è ovviamente di difficile misurazione, ma vi sono indizi che rivelano l’aumento degli irregolari, da ricercarsi in una ripresa economica significativa cui non corrisponde però un aumento occupazionale.

Insomma, alle Canarie il lavoro c’è ma spesso non è sottoposto a contratto e all’iscrizione alla sicurezza sociale.

Secondo i dati del Ministero del Lavoro negli 8 anni più duri della crisi economica che ha interessato le isole, si sono persi 46.000 posti di lavoro regolari.

Il lavoro in nero di quegli anni potrebbe essere giustificato dall’evidente ridotta capacità economica delle società e delle piccole e medie imprese ma ora, che la ripresa economica sembra essere realtà, gli esperti affermano che non vi sarebbero ancora le condizioni sufficienti a ridurre il numero di persone che lavorano senza contratto.

Il fenomeno sociale del lavoro in nero ha determinato quindi un aumento dell’economia sommersa che rende molto approssimativi i dati occupazionali e quelli dell’effettiva ripresa economica.

Cerchi lavoro nell’arcipelago? Vuoi sapere quali sono le prospettive?

Da straniero espatriato o in procinto di esserlo, la foto del mercato occupazionale dice che la situazione è precaria, da cittadino canario probabilmente le possibilità di ottenere un impiego senza contratto continuano ad esserci (con stipendi decisamente più bassi dell’Italia).

Fermo restando, come più volte ribadito, che per trovare lavoro sono fondamentali per lo meno la conoscenza della lingua spagnola (ma se si parlano più lingue -inglese, russo, tedesco- la faccenda cambia decisamente) e un minimo di esperienza in un qualche settore, oltre ad una flessibilità non indifferente.

Non è tutto oro ciò che luccica, anche se l’aspetto delle belle spiagge e dei lungomare affollati di gente suggeriscano il contrario.

Non ci si improvvisa expat, lo si diventa a ragion veduta con molto impegno e conoscenza.

E un pizzico di suerte, ça va sans dire!