Uno studio su quasi 40.000 pazienti del Servicio Canario de la Salud fotografa un ricorso molto elevato alla polifarmacoterapia nel primo anno di trattamento
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La depressione alle Canarie continua a rappresentare un problema sanitario complesso, soprattutto quando si guarda alle terapie necessarie per affrontarla.
Un nuovo studio condotto su quasi 40.000 pazienti del Servicio Canario de la Salud mette infatti in evidenza un dato che, da solo, merita attenzione: oltre otto persone su dieci trattate per depressione hanno assunto contemporaneamente due o più psicofarmaci durante il primo anno di terapia.
La percentuale esatta è dell’86,28%. Ancora più significativo è un secondo dato: quasi la metà dei pazienti, il 48,1%, ha ricevuto tre o più farmaci nello stesso periodo.
Numeri che non dimostrano automaticamente l’esistenza di prescrizioni eccessive o inappropriate, ma che restituiscono comunque l’immagine di trattamenti spesso complessi e articolati.
Quasi 40.000 pazienti e 694.000 prescrizioni
La ricerca ha analizzato 39.800 adulti con diagnosi di disturbo depressivo che avevano iniziato un trattamento con antidepressivi all’interno della sanità pubblica canaria.
Sono state prese in esame circa 694.000 prescrizioni, utilizzando i registri dell’assistenza primaria e specialistica relativi al periodo compreso tra il 2013 e il 2022.
Lo studio è stato realizzato da professionisti collegati, tra le altre istituzioni, al Servicio Canario de la Salud, alla Fundación Instituto de Investigación Sanitaria de Canarias, all’Universidad de La Laguna e all’Hospital Universitario de Gran Canaria Doctor Negrín.
Il quadro che emerge è netto: soltanto il 13,7% dei pazienti è rimasto con un unico farmaco durante l’intero primo anno di trattamento. Il resto ha ricevuto almeno due psicofarmaci contemporaneamente.
Tra le associazioni più frequenti compaiono soprattutto gli ansiolitici, utilizzati da una larga parte dei pazienti sottoposti a polifarmacoterapia.
Un dato da leggere con cautela
Il ricorso a più farmaci non significa necessariamente che la terapia sia sbagliata. Nei casi più complessi può essere necessario combinare medicinali differenti, soprattutto quando sono presenti ansia, disturbi del sonno, episodi depressivi precedenti o altre patologie.
Gli stessi autori dello studio precisano infatti che la ricerca non valuta se ogni singola prescrizione fosse clinicamente appropriata.
Il punto, quindi, non è stabilire che alle Canarie si prescrivano “troppi farmaci”, perché i dati disponibili non permettono una conclusione del genere.
Il dato importante è un altro: per una quota molto elevata di pazienti con depressione il trattamento non si limita a un singolo medicinale, ma richiede combinazioni farmacologiche che possono diventare complesse e che devono essere seguite con particolare attenzione.
La necessità di controllare le terapie
Quando aumentano i farmaci assunti contemporaneamente, possono aumentare anche le possibilità di effetti indesiderati, interazioni e difficoltà nel seguire correttamente le terapie.
Per questo i ricercatori sottolineano l’importanza di rivalutare periodicamente i trattamenti, verificando che ogni medicinale continui a essere necessario, efficace e sicuro.
Negli ultimi anni si osserva comunque un cambiamento. Tra il 2014 e il 2021 è diminuito il ricorso alla combinazione tra antidepressivi e ansiolitici, mentre è aumentata la percentuale di pazienti trattati esclusivamente con antidepressivi.
Resta però un dato difficile da ignorare: più di otto pazienti su dieci con depressione seguiti dalla sanità pubblica canaria hanno avuto bisogno, almeno durante il primo anno di trattamento, di più di uno psicofarmaco contemporaneamente.
Un numero che non consente scorciatoie nelle interpretazioni, ma che fotografa con chiarezza quanto possa essere complesso il trattamento della depressione e quanto il tema della salute mentale continui a meritare attenzione nelle Canarie.

