Doveva partire nel 2021, cinque anni dopo è ancora tra cantieri, contratti e una data di conclusione che non c’è.
✍️ Italiano alle Canarie
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Il sistema BRT prometteva di rendere più veloce la mobilità urbana, ma dopo nove anni dall’avvio dei lavori restano ancora opere incomplete, contratti risolti, nuove gare e perfino finanziamenti da restituire.
La MetroGuagua doveva essere uno dei grandi progetti destinati a cambiare la mobilità di Las Palmas de Gran Canaria. I primi lavori iniziarono nel giugno 2017 e l’obiettivo indicato allora dal Comune era chiaro: entrata in servizio nel 2021.
Siamo nel 2026. Cinque anni dopo quella data, la MetroGuagua non trasporta ancora un solo passeggero.
Una storia che, con il passare del tempo, somiglia sempre di più a una tela di Penelope: tratti che vengono completati, altri che devono essere modificati, contratti che saltano, progetti che vengono aggiornati e nuove opere che si aggiungono a quelle ancora da terminare.
UN PROGETTO ANCORA INCOMPLETO
Lo stesso stato ufficiale dei lavori mostra quanto il percorso sia ancora lontano dalla conclusione.
Alcuni tratti risultano terminati, mentre restano ancora da completare interventi essenziali come la stazione di Hoya de la Plata, Vega de San José, il sottopasso di Santa Catalina e il tratto dell’Istmo. Altre opere, come Vegueta-Frente Marítimo e Rafael Cabrera-San Telmo, risultano ancora in fase progettuale.
Una situazione difficilmente conciliabile con un’infrastruttura che avrebbe dovuto essere operativa già cinque anni fa.
La responsabilità del progetto è essenzialmente municipale. La MetroGuagua è guidata da Guaguas Municipales, società interamente controllata dal Comune di Las Palmas de Gran Canaria, in collaborazione con le diverse aree municipali competenti in materia urbanistica.
CONTRATTI RISOLTI E PROBLEMI IMPREVISTI
Sarebbe semplicistico attribuire tutti i ritardi esclusivamente a una cattiva gestione. Una parte delle difficoltà incontrate è reale e documentata.
Uno degli esempi più significativi riguarda il sottopasso di Santa Catalina. Nell’agosto 2024 Guaguas Municipales decise di risolvere il contratto dei lavori dopo aver constatato che l’opera non poteva essere realizzata secondo le condizioni inizialmente previste.
Tra le criticità emersero modifiche necessarie alla struttura del falso tunnel, problemi legati al livello della falda acquifera e la presenza di servizi urbani la cui posizione reale non coincideva con le informazioni disponibili inizialmente.
Le modifiche necessarie avrebbero comportato un aumento superiore al 50% del prezzo di aggiudicazione.
Problemi anche a Hoya de la Plata, dove il Comune ha dovuto aggiornare nuovamente il progetto dopo la risoluzione del precedente contratto. Alla scadenza dei 17 mesi previsti, l’impresa aggiudicataria aveva realizzato appena il 5% dei lavori.
UN MILIONE DI EURO DA RESTITUIRE
Alle difficoltà tecniche si sono aggiunte quelle amministrative.
Nel maggio scorso il Governo delle Canarie ha chiesto al Comune di restituire un milione di euro concesso nel 2023 per interventi collegati alla MetroGuagua, perché i lavori finanziati non erano stati eseguiti entro i termini stabiliti.
Alla somma devono inoltre essere aggiunti gli interessi di mora.
Un episodio che pesa inevitabilmente sul giudizio complessivo della gestione, perché una cosa sono gli imprevisti del sottosuolo, altra cosa è non riuscire a utilizzare nei tempi previsti risorse pubbliche già assegnate.
COMPLESSITÀ, PIANIFICAZIONE O STUDI PRELIMINARI INSUFFICIENTI?
A questo punto la domanda diventa inevitabile.
Quanto del ritardo della MetroGuagua dipende dalla complessità dell’opera e quanto invece da errori di progettazione, coordinamento, previsione e gestione?
L’accumularsi negli anni di problemi, modifiche e riprogettazioni apre tuttavia anche un’altra questione: quanto furono approfonditi gli studi preliminari e le verifiche di fattibilità prima di avviare un’opera di queste dimensioni?
Uno studio di fattibilità serve precisamente a verificare, prima dell’esecuzione, condizioni tecniche, vincoli, sottosuolo, interferenze e sostenibilità del progetto. Interrogarsi sulla qualità della pianificazione iniziale non è una forzatura, ma una domanda legittima.
La tela di Penelope della MetroGuagua sembra infatti svilupparsi proprio così: ciò che viene progettato deve essere corretto, ciò che viene appaltato talvolta deve essere risolto e ciò che avrebbe dovuto essere terminato torna nuovamente sulla carta.
La MetroGuagua doveva funzionare nel 2021. Nel 2026 alcune opere fondamentali sono ancora incomplete e altre devono addirittura superare la fase progettuale.
La stessa sindaca Carolina Darias ha riconosciuto nel 2025 che il progetto si è protratto più del previsto.
IL BRT PUÒ FUNZIONARE. IL PROBLEMA È ARRIVARE A FARLO PARTIRE
Dopo nove anni dall’inizio dei lavori, ciò che può essere valutato non è quindi l’efficienza del futuro sistema di trasporto, ma l’efficienza della sua realizzazione.
Un progetto nato per far correre Las Palmas che, cinque anni dopo la data prevista per la partenza, non soltanto continua ad aspettare il suo primo viaggio completo, ma non dispone ancora di una data certa e ufficiale entro la quale l’intero sistema sarà finalmente completato e messo a disposizione dei cittadini.

