Chi non vorrebbe vivere in un castello?

CastelloChi non vorrebbe vivere in un castello?

di Ilaria Vitali

Chi non vorrebbe vivere in un castello, possibilmente non in epoca di attacchi pirati ed epidemie pestilenziali, quali unici veri padroni della reggia?

Se oggi questo è un lusso destinato a personaggi del mondo dello spettacolo o a fortunati eredi blasonati, un tempo utilizzare un castello come semplice abitazione era considerata una vera e propria follia.

La funzione principale di un castello era quella di proteggere popolazione e territorio dagli attacchi nemici e al suo interno spesso si sviluppava un microcosmo costituito da persone di diversa estrazione sociale che condividevano l’ala protettrice del signore del maniero.

Quando Luis Renshaw progettò nel 1860 un castello da costruirsi a Los Realejos a Tenerife, non pensò a una solida e rozza fortezza protettiva bensì si ispirò ai castelli del nord dell’Europa, più leggeri e aggraziati pur nella loro maestosa architettura.


Quattro ingressi, uno per lato, di cui uno principale raggiungibile da scalini in pietra e sormontato da tettoia piramidale, due torri circolari con merletti e finestre, 5000 metri quadri tra giardini fastosi e terrazzamenti e soprattutto inserito in un’area dalla natura rigogliosa, il Castillo de Los Realejos apparve più come una lussuosa residenza che come un invalicabile maniero.

Robert Holford MacDowall Bosanquet, un nome lungo quanto gli zeri del suo conto in banca, acquistò questa meraviglia architettonica nel marzo del 1878 per stabilirvisi con il suo maggiordomo personale, Cecil Bisshopp, e altri due inservienti.

Dopo la sua morte avvenuta nel 1912, il castello e tutti i suoi beni vennero lasciati in eredità al maggiordomo; quando si dice, come nei migliori gialli, che il maggiordomo c’entra sempre…

Bisshopp ci visse per molti anni, lasciandolo in eredità a sua volta ai figli che lo vendettero nel 1960 al pittore e professore della Scuola di Belle Arti di Madrid Fernando Weyler.

Nel 1976 il castello cessò di essere residenza di lusso e nel 1980 si trasformò in un museo della storia e della cultura canaria dove vennero esposti dipinti, sculture e tappeti.

Ancora oggi si può apprezzare la bellezza e il fascino di questa incredibile costruzione, curata e mantenuta con estremo rispetto e teatro di molti eventi culturali e mondani.

Volendo, se il vostro conto ha gli stessi zeri di quelli del primo proprietario, lo si può affittare, provando così la sensazione di essere per una volta nella vita i signori del Castillo de Los Realejos.