I misteri delle Canarie: il leggendario El Drago di Tenerife

Foto da euspanica.com
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I misteri delle Canarie: il leggendario El Drago di Tenerife

di Magda Altman

Al nord di Tenerife vive uno degli esseri viventi più antichi e misteriosi al mondo: El Drago de Icod de los Vinos.

La Dracaena draco, endemica delle isole Canarie, è una pianta dalla forma di ombrello rovesciato appartenente alle Agavaceae, che può raggiungere i 20 metri di altezza.

Una delle sue curiose caratteristiche è che cresce con estrema lentezza, addirittura possono occorrere decenni prima che la pianta possa crescere di 1 metro.

L’esemplare presente al Parque de Icod de los Vinos è ritenuto (NdR diciamo per innocenti fini turistici) l’essere vivente più antico al mondo, benché le ipotesi sulla sua vera età siano piuttosto discordanti (alcuni sostengono abbia 3000 anni, altri pensano ne abbia “solo” 1000).


In ogni caso, a dispetto della sua reale età, El Drago trascina con sé leggende, miti e aneddoti da riempire un libro intero.

La mitologia greca ad esempio vuole che Eracle (Ercole per i romani), nelle sue famose 12 fatiche, fu costretto a rubare le mele d’oro del giardino delle Esperidi, da molti collocato proprio a Tenerife.

Un drago a 100 teste (secondo altre versioni un enorme serpente) che sorvegliava il frutteto venne ucciso da Eracle durante la sua leggendaria impresa e da ogni goccia del suo sangue nacque un albero, l’albero del Drago.

La Dracaena draco ha effettivamente la caratteristica di “sanguinare” se recisa; per effetto di un processo di ossidazione la linfa della pianta quando entra a contatto con l’aria assume un colore rossastro molto intenso.

Da qui la credenza radicata che la pianta contenga ancora il sangue del drago ucciso da Eracle.

Gli antichi romani e greci ben conoscevano i composti estratti dalle resine essiccate o semi liquide della pianta, utilizzati frequentemente per preparare medicamenti ritenuti portentosi.

Gli stessi Guanches del resto, gli aborigeni canari, utilizzavano il sangue di drago per tingere i tessuti e per curare una vastità di patologie quali piaghe e ulcere della pelle, febbre e dissenteria, problemi a gola e intestino, per procurare aborti o come ricostituenti dopo il parto.

Gli abitanti dell’isola di Socotra nello Yemen, ritenevano invece che l’albero del Drago fosse in grado di scacciare i terribili spiriti maligni, i Djinn.

L’albero veniva anche chiamato “dei due fratelli” in riferimento al fatto che fosse nato sulla tomba di Abele, ucciso dal fratello Caino e si pensava che la linfa rossastra composta dal suo sangue avesse il potere di dare e togliere la vita.

Scienziati arabi, alchimisti rinascimentali, pseudo medici bizantini ambivano ad avere ampolle di questa magica sostanza insieme ai vari mercanti del Medioevo che ne procuravano in quantità per i conciatori di pelli e i venditori di tessuti.

La tintura dell’albero di Drago si rivelava infatti molto resistente al lavaggio e alla luce e per la sua natura mordente venne impiegata nella finitura dei legnami di mogano per renderli più rossi e brillanti.

Ingrediente base per riti magici, simbolo esoterico per eccellenza, fonte di ispirazione di leggende, El Drago è un gigante buono dal passato indefinito che si può ammirare, in tutta la sua inattaccabile bellezza, al Parque del Drago de Icod de los Vinos.