Scarichi in mare non autorizzati alle Canarie

pollution-1603644_640Scarichi in mare non autorizzati alle Canarie

Sarebbero in totale 500 gli scarichi in mare nelle isole Canarie, dei quali solo 102 regolarmente autorizzati e privi di pericoli per l’ambiente.

L’immagine delle coste canarie viene così turbata da quello che è un comportamento irrispettoso della bellezza e della natura che, con enormi sacrifici, si tentano di preservare con azioni mirate e sensibilizzazione della cittadinanza.

Tutti gli scarichi illegali sono sprovvisti di tubi e di impianti di bonifica e riguardano per lo più acque fognarie.

La questione, che riveste carattere di urgenza, ha portato l’Agenzia di Protezione Ambientale urbana e naturalistica ad infliggere nel corso degli ultimi anni oltre 60 multe dell’importo di poco inferiore ai 3.000 euro.

Ma le multe si rivelano insufficienti all’interruzione di questo disdicevole comportamento che è lesivo per la balneazione e per le spiagge, per alcune delle quali è stata a volte prevista la chiusura a causa dell’alta carica batterica rilevata.


Gli scarichi portano infatti non solo batteri patogeni fecali ma anche sostanze tossiche e pericolose qualora provengano da sversamenti di idrocarburi e materiali di scarto di lavorazione di alcune aziende.

Solo a Tenerife, per fare un esempio, ci sono 34 scarichi in mare accertati (il che significa che potrebbero essercene molti di più), dei quali solo 9 autorizzati.

In particolare a La Hondura una linea di scarico illegale riversa 625.000 litri di acque reflue ogni ora senza alcun trattamento.

La moderna tecnologia consentirebbe lo sversamento rispettando gli standard previsti per legge e soprattutto senza pericolo per l’ambiente, ma solo in rari casi viene applicata.

Una situazione inaccettabile per un luogo che vive sul turismo e che professa un atteggiamento sostenibile nei confronti dell’ambiente.

Un grave problema, secondo alcuni leader dei partiti di opposizione al Governo, sarebbe il fatto che il governo delle Canarie fornisce le autorizzazioni per gli scarichi ma non le infrastrutture necessarie al trattamento delle acque prima che raggiungano il mare.

Mancherebbe inoltre una seria istruzione ambientale e un reale supporto di intervento nel controllo e nella regolamentazione degli scarichi, così come risulterebbe del tutto carente un censimento aggiornato di tutti gli scarichi presenti nell’arcipelago.

Un’interrogazione parlamentare è stata proposta affinché si prenda finalmente in considerazione un piano immediato di risoluzione del problema.

Prima che sia troppo tardi.