Più di 5000 casi di furto di energia elettrica nell’Arcipelago

danger-943360_640Endesa, la più grande multinazionale fornitrice di energia elettrica in Spagna, ha rilevato nel 2015 più di 5000 casi di furto di energia elettrica nel solo Arcipelago delle Canarie, per un totale complessivo di 35 milioni di kilowatt/ora di energia consumata in modo fraudolento e pari a una perdita di 150 milioni di euro di bollette elettriche.

Per intenderci il consumo orario oggetto di truffa è stato equivalente ai kilowatt consumati da una città come San Cristóbal de La Laguna in un mese intero.

Endesa ha sottolineato che il fenomeno della frode di energia elettrica presenta un aumento dei casi del 40% nel 2015 rispetto a quanto scoperto nel 2014, vale a dire 83.522 utenti fraudolenti in più, pari a 600 milioni di kilowatt/ora, dati destinati, secondo le stime, ad aumentare anche nel 2016.

L’80% dei furti di energia elettrica di tutto il territorio nazionale ha visto coinvolte imprese appartenenti al settore dell’industria e dei servizi e il restante 20% utenti con alti livelli di consumo.

Protagonisti del consumo fraudolento sono quindi per lo più grandi aziende e utenti di bollette domestiche elevate che hanno tagliato i costi a scapito di tutti gli altri consumatori.

Il furto di energia elettrica infatti non influisce negativamente sulla fornitura generale del servizio bensì si traduce in aumento della bolletta elettrica per coloro che ne fruiscono legalmente.


Contrariamente a quanto si possa ritenere, meno dell’1% delle famiglie a basso reddito risulta coinvolto dal furto di energia.

Endesa sottolinea inoltre che il furto di energia elettrica rappresenta una seria minaccia per la sicurezza e la salute delle persone poiché gli impianti manipolati per rubare l’energia spesso non soddisfano i requisiti standard e potrebbero provocare incendi o scosse elettriche letali.

Ma come si può rubare l’energia elettrica?

La Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza ha cominciato nel 2015 a parlare di “frode organizzata”, dove manomissioni sempre più sofisticate degli impianti hanno portato le potenze delle utenze domestiche da 4,4 kilowatt/ora a potenze di 15 kilowatt/ora.

Le sanzioni previste in caso di frode partono dai 1500 euro ma Endesa segnala il caso di un imprenditore condannato a due anni e 4 mesi di carcere e ad una multa di 200.000 euro dopo che uno dei suoi operai morì fulminato durante il tentativo di modificare la fornitura di energia elettrica dell’azienda.

(NdR e purtroppo molti sono i casi di “risparmi” ottenuti allacciandosi in vari modi al contatore del vicino, meglio se straniero. Se vi sembra di consumare troppo, fate controllare l’impianto da un tecnico!)