L’educazione non ha età né nazionalità

rumore-auleL’educazione non ha età né nazionalità

di Sabrina Ottonello

Vorrei spezzare una lancia, in favore degli italiani a Tenerife. Queste riflessioni le fa un’italiana, solitamente infastidita dall’esuberanza dell’italiano medio in vacanza, che parla ad alta voce, si fa sempre riconoscere, e spesso colleziona brutte figure!

Vi parlo al terzo giorno di vacanza (sarà una lunga vacanza), carica di entusiasmo e piena di paziente disponibilità verso il genere umano che incontrerò durante le 4 settimane di permanenza. L’educazione è il rispetto verso il prossimo, inteso come persona e come proprietà comuni non necessariamente nostre, ma anche altrui. Dicevo che non c’è età per la maleducazione – e vi dimostrerò il perché di questa affermazione – e nemmeno nazionalità.

Prima sera di disagio. Andiamo in un ristorante (consigliato da un caro amico connazionale), che conosciamo dallo scorso anno, che è disperso fra i monti di Tenerife, che non ha molto spazio all’interno, e che ha una clientela vasta ed eterogenea, fra le varie nazionalità che frequentano l’isola. Italiani, francesi, spagnoli, inglesi e tedeschi ogni volta sono mescolati in una cacofonia di lingue che ti garantisce l’ottimo rapporto qualità -prezzo della somministrazione nel locale. Sono le 20.30, siamo affamati (a pranzo un’insalata leggera al mare) e non vediamo l’ora di addentare l’ottimo filetto. Non abbiamo nessuna “reserva”, sappiamo che lì alle 19 già si cena e c’è il pienone, calcolando un’ora e mezza per mangiare siamo abbastanza fiduciosi che non aspetteremo molto per il nostro turno. Così è! La cameriera dice: 6 minuti… bene ragazzi fra un po’ mangiamo! Io poco dopo, entro nel locale, allungo il collo, cercando di capire chi sono quelli che dovrebbero alzarsi… uhm… la vedo dura… un tavolo di italiani a destra mi dice già che non saranno loro a lasciarci le poltrone calde, sono ancora alla braciola e alle papas fritas nel piatto. Poco più avanti 4 francesi hanno aspettato 30 minuti per avere il loro antipasto… non possono esser loro. Davanti a me, 3 giovani spagnoli sono al postre? Sono alle entradas? Mah… vedo quello che mi sembra un ciotolino di marmellata… Taci che escono, vanno a fumare… avranno finito?? SOB il tavolo è da 4 noi siamo in 5… archivio quel tavolo… altri 3 davanti a loro resteranno seduti mentre noi sazi e felici abbandoniamo il locale… poi ci sono ben 3 tavoli da 5 posti e tutti quanti sono al dolce 😁dai dai che manca poco… Gli inglesi al tavolo – dove dopo altri 30’ ci sederemo abbastanza scazzati, – sono con la tavola vuota, con mezzo calice di tinto, con il vecchio che crede di esser nel suo salotto… parla, racconta, gesticola e ride, guarda di sottecchi e parla parla parla… ma che cazzo!! Ha già pagato, gli hanno portato il resto… ha lasciato 5€ di mancia… e ancora parla… Io e la mia amica, lo guardiamo con odio palese, è veramente un gran pezzo di stronzo… le cameriere sono imbarazzate, ci guardano, passano a fianco al tavolo, e quel calice da finire non lo svuotano mai… AVRAI PUR LASCIATO LA MANCIA, MA SEI COMUNQUE UNO STRONZO, la gente aspetta di cenare e non sei al tuo PUB sotto casa! Finalmente si alza, mi passa di fronte, i miei occhi gli dicono esattamente SEI UNO STRONZO!! Lui mi sorride, carico di alcool come un orso, e mi dice: LO SIENTO, io di rimando LO SIENTO STA MINCHIA! Spero abbia memorizzato la parola, e a casa con calma vada su un traduttore simultaneo! Vecchio è vecchio, quindi dovrebbe conoscere le regole dello stare al mondo – ma per gli inglesi tutto il mondo è casa loro e ne fanno quel che vogliono! – Secondo disagio: mare, sole, brezza leggera, amaca e tanta voglia di relax! Accanto a mio marito arriva una famigliola di spagnoli (o canari non distinguo), marito moglie e terminator… un caga cazzi che non è stato zitto mai! Voce baritonale, fischio proporzionato al timbro di voce… UN INCUBO!!! Ho invocato il ritorno di Erode, senza purtroppo esser esaudita… genitori totalmente rapiti da questo show-boy che da grande farà l’intrattenitore di folle… andiamo con le amiche a mangiare un gelato (tanto chi riesce a dormire?!) e li vediamo andar via mentre sedute al bar ci godiamo un buon gelato… felici torniamo alla postazione da sogno… ZERO nuvole mentre dietro contro i monti, neri nuvoloni carichi d’acqua non promettono niente di buono… arrivando sorridenti diciamo: se n’è andato!!!! Weppaaaa… e no, dietro a noi altra famiglia di inglesi con 4 figli… 3 che leggono ed hanno auricolari e sono come fantasmi… il 4° terrificante, ha giocato tutto il pomeriggio con la racchetta e la pallina rigida, palleggiando anche per 50 volte di fila, molto bravo ma peggio delle torture cinesi. Ci dicono che, mentre mangiavamo il gelato, lui e i suoi fratelli hanno inventato un gioco bellissimo! Bottiglietta di acqua piena di sabbia, lanciata in aria e vince chi la fa cadere in piedi! SCHERZATE VERO?? No. no. Ha smesso adesso… tutti in posizione relax… riparte lo stillicidio della bottiglia… 1-2-3-10-20… mi alzo di scatto, mi giro ed urlo: ALLOOOOORA STA BOTTIGLIA?!?!? La madre di corsa… stop IT!… Ma lei, quel gioco del menga, non lo sentiva?? Ma a lei, della buona salute mentale del prossimo, gliene importa?? A me è stato insegnato che la mia libertà finisce dove inizia quella altrui😡😡😡. Terrò un diario di queste settimane, e stilerò una graduatoria… ad oggi Spagna 1 Inghilterra 2 Italia 0…

(NdR la graduatoria è al contrario, stiamo vincendo noi!)